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Stop alle biciclette in centro storico: “Ancora una volta si è scelta la via più semplice, quella dei divieti”

Ztl e polemiche. Dopo gli interventi dei politici, le iniziative proposte – come la biciclettata di Nova Como – e la raccolta firme della Lega, adesso sulle novità per macchine, furgoni e soprattutto biciclette in centro storico intervengono anche i cittadini.

Ripotiamo il contributo di Andrea Crosato:

Vivo in città da moltissimi anni e ho sempre utilizzato la bicicletta per gli spostamenti urbani: è un mezzo agile, economico e amico dell’ambiente. Negli anni, mentre molte città hanno investito per incentivare la mobilità sostenibile con piste ciclabili e servizi di bike sharing, a Como la situazione per i ciclisti non è migliorata. Anzi: l’aumento dei flussi turistici e, più in generale, del traffico veicolare ha reso sempre più difficile e pericolosa la convivenza tra i diversi mezzi sulle strade. Avete provato a pedalare in viale Lecco, in via Milano, o in Borgovico?

Chi usa la bicicletta come mezzo di trasporto si è adattato e, in mancanza di percorsi dedicati, ha cercato di sfruttare le zone pedonali per muoversi in modo sicuro, con prudenza e nel rispetto dei pedoni: le vie laterali del centro storico, il lungolago, la zona dei giardini, la passeggiata di Villa Olmo.

Vista la crescente attenzione nei confronti di tematiche ambientali, ci si sarebbe aspettati che il Comune facesse qualcosa per incentivare l’uso della bicicletta e ridurre traffico e inquinamento. E invece, con la recente delibera n. 178 del 5 agosto, la Giunta ha introdotto pesanti limiti alla circolazione delle biciclette in centro. Non solo: vengono vietati gli accessi anche ai veicoli al servizio delle persone con disabilità.

Ma come? Il sindaco prometteva di ridurre, addirittura eliminare, i furgoni dalla ZTL e invece si vietano le biciclette? La delibera stessa parla della “necessità impellente di ridurre l’inquinamento acustico e atmosferico a tutela della salute pubblica” e poi si vietano gli unici mezzi a emissioni zero? Nel programma elettorale si definiva “indecoroso” limitare la mobilità delle persone con disabilità e ora si introducono divieti anche per i veicoli muniti di contrassegno?

È vero: le biciclette, soprattutto quelle elettriche modificate e condotte in maniera spericolata, sono un pericolo. Così come è innegabile che ci siano degli abusi nell’uso dei contrassegni per disabili. Ma la soluzione avrebbe dovuto essere quella di aumentare i controlli e far rispettare le regole, non introdurre divieti indiscriminati. Controlli che, peraltro, il Comune non esita a fare e con pesanti sanzioni quando si tratta di chi lascia scadere il tagliando del parcheggio o parcheggia una moto fuori dagli spazi consentiti.

Da comasco attento all’ambiente mi sento dispiaciuto, arrabbiato, deluso e, lo ammetto, anche un po’ preso in giro. Ancora una volta si è scelta la via più semplice, quella dei divieti, anziché affrontare il problema colpendo chi le regole non le rispetta.

Spero che, come già accaduto altre volte negli ultimi mesi, la coscienza civica dei comaschi si risvegli e che cittadini, associazioni e forze politiche chiedano di rivedere una decisione che rischia di scoraggiare proprio chi, ogni giorno, sceglie di lasciare l’auto a casa e contribuire a rendere Como una città più vivibile.

Cordiali saluti
Andrea Crosato

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