Sulla scorta dei dati diffusi pochi giorni fa da Global Blue, che segnalavano come nel 2025 sia cresciuta del +6% la spesa Tax Free a Como, con una velocità superiore rispetto alla media nazionale (+3%) e con un contributo enorme dei clienti svizzeri (61% del totale, lasciando il restante 39% a tutte le altre nazionalità extra-UE), il Corriere del Ticino ha approfondito il tema con un lungo articolo.
Fulcro centrale: la grande passione degli svizzeri per i supermercati e ipermercati comaschi, dove si concentra il 67% dei loro acquisti, per una crescita di spesa oltreconfine dei ticinesi arrivata alla stratosferica cifra di 700 milioni all’anno, riferisce il media ticinese.
L’allarme della DISTI: “Italia e Svizzera giocano campionati separati”
In questo quadro, interessantissima l’intervista del CdT al presidente della grande distribuzione ticinese (DISTI) Enzo Lucibello: “Italia e Svizzera giocano due campionati separati – ha dichiarato al quotidiano ticinese – L’Italia, che giustamente pensa ai suoi commercianti, ha rivisto la propria strategia. Noi, invece, siamo stati molto più timidi nell’approccio, e ora ne paghiamo le conseguenze”.
Un riferimento, quest’ultimo, anche al recente taglio delle accise sui carburanti deciso da Roma per fronteggiare i rincari legati alla guerra in Medio oriente: “Con la conseguenza che, oggi, mentre si va a fare la spesa in Italia si fa anche il pieno di carburante e avanzano pure i soldi per uscire a cena”, ha amaramente rimarcato Lucibello.
Non si tratta, dice il presidente della DISTI, di demonizzare il comportamento dei ticinesi, che devono sostenere spese sempre maggiori e risparmiano dove possono, ma di pensare al tessuto economico locale: «Il nostro è un comparto molto importante per l’economia cantonale, sia per la spesa, sia per gli investimenti sul territorio. Ed è un settore che va difeso».
Il fattore Cambio e la varietà dell’offerta
C’è poi l’onda lunga del franco forte ormai da lunghissimo tempo, fattore che rende ancora più invitante lo shopping oltreconfine per gli svizzeri.
“Ma è anche una questione di offerta. A Como si può trovare una varietà di negozi e di prodotti che qui non riusciamo a garantire”, ha concluso Davide Rampoldi, presidente della Società dei commercianti del Mendrisiotto.