Doppia clamorosa rivelazione da parte del consigliere comunale di Svolta Civica, Vittorio Nessi, sullo stato dell’arte dei due maxi progetti eletti a simbolo del mandato del sindaco Alessandro Alessandro Rapinese: la Ticosa e le nuove piscine previste a Muggiò. Si discuteva una variazione di bilancio in cui sono inclusi 17 milioni destinati all’operazione Ticosa (dove sarebbero previsti 1000 posteggi, previa bonifica) e 25 per le teoriche nuove piscine di Muggiò.
Sul fronte Ticosa, Nessi ha rivelato che il 20 luglio scorso in Comune è giunta una nuova proposta di Acinque, società con cui già l’amministrazione presentò già la prima idea nel gennaio 2024 che però poi si bloccò per lo squilibrio finanziario che includeva.

“La proposta per i prossimi 32 anni e 6 mesi – ha svelato Nessi – prevede un investimento complessivo che passa da 26 milioni a circa 36 milioni, di cui 17 sempre a carico del Comune di Como e 18 di Acinque (qui i conti precedenti). Il tutto per un fatturato complessivo di 96 milioni e 700mila euro. Ma la proposta per legge deve essere preceduta da un adempimento necessario e non derogabile, tra cui valutare tutti gli elementi, il rapporto costi-benefici, l’efficiente allocazione del rischio operativo, la capacità di generare soluzioni innovative, la capacità di indebitamento dell’ente”.
“I 17 milioni a carico del pubblico sono pari a oltre il 44% del totale – ha aggiunto Nessi – Il concessionario ne investe 18, poi si accolla il rischio della bonifica solo fino alla franchigia di 800mila euro, tema molto delicato questo perché il costo della bonifica a oggi è di 11 milioni e rotti e dunque gli scostamenti restano a carico del Comune di Como”.
Per quanto riguarda il canone ipotizzato a beneficio dell’amministrazione, sarebbe di “10, frazione molto piccola sui ricavi di 96 milioni e 700 mila euro in 32 anni e 6 mesi. Il tutto per un’area su cui il Comune, fino a metà 2057, non avrà più nulla da dire. Inoltre Acinque si prende una consulenza di 45mila euro all’anno”.
Ma Nessi ha rivelato anche una novità piuttosto clamorosa sul teorico progetto per le nuove piscine di Muggiò.

“Nel 2024 era già arrivata un nuovo quadro economico da 59 milioni, quindi immaginatevi cosa sarebbe oggi dopo 2 anni di crisi energetica. Io ho domandato quanto sarebbe il fabbisogno, naturalmente silenzio, non c’è la capacità di rispondere. E poi, c’è ancora una proposta? Dalle carte vedo che dallo scorso gennaio, Comune e proponenti hanno iniziato a parlarsi, viene chiesto ai privati se sono ancora interessati, sempre il Comune dice che c’è un problema di impatto finanziario, il proponente dice stizzito che si doveva dare una risposta entro tre mesi e sono passati 2 anni. Infine, c’è un’ultima lettera del proponente in cui si dice disponibile a una proposta di revisione o a nuove iniziative. Dunque non c’è più una proposta, quindi oggi la variazione di bilancio sul nuovo centro natatorio si fonda sul nulla e si fa solo ammuina“.
Dal canto suo, Rapinese – senza entrare nei dettagli dei temi – ha replicato affermando che “sì, sulla Ticosa è arrivata la proposta da 7 giorni e la stiamo valutando” ma accusando poi che “Nessi ha riportato conversazioni tra privati e amministrazione che magari il privato non voleva condividere in consiglio comunale a telecamere accese. Qualora il soggetto dovesse sentirsi leso nella sua competitività e nel progetto intellettuale depositato in Comune, per cui lei ha fatto accesso gli atti ma di sicuro non per divulgarli urbi et orbi, potrebbe trovarsi a fronteggiare alcune domande che potrebbero metterla in imbarazzo”.
