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Un milione di litri d’acqua, 86 mezzi, 388 uomini per domare le fiamme: i numeri straordinari dell’incendio al Monte Goj

Si è conclusa la fase emergenziale legata all’incendio boschivo che ha interessato il Monte Goj. La Provincia di Como, attraverso il proprio Servizio di Protezione Civile-Antincendio Boschivo (AIB), insieme al Comando di Como dei Vigili del Fuoco, ha tracciato oggi un bilancio delle attività svolte, che hanno visto impegnato un articolato sistema di uomini e mezzi, in stretto coordinamento con Regione Lombardia, Areu, Prefettura, Comune di Como, Polizia di Stato, Polizia Locale, Croce Rossa, Croce Azzurra, Guardia di Finanza e Carabinieri.

In Lombardia, in attuazione della normativa nazionale, le attività di spegnimento degli incendi boschivi sono delegate a Province, Parchi e Comunità Montane. La Provincia di Como si è quindi attivata attraverso il proprio Servizio di Protezione Civile-Antincendio Boschivo, mobilitando gli operatori AIB volontari, suddivisi tra Direttori delle Operazioni di Spegnimento (DOS), capisquadra e operatori, adeguatamente formati e dotati delle attrezzature necessarie per intervenire direttamente sul fronte di fiamma.

Nell’immediatezza dell’incendio, sviluppatosi nel pomeriggio di giovedì 13 agosto, il sistema di coordinamento della Provincia di Como ha messo in campo il responsabile AIB dell’Ente, 2 DOS, 6 squadre AIB e 2 autobotti, oltre a 3 elicotteri del sistema regionale AIB, coadiuvati da 1 elicottero dei Vigili del Fuoco. Sono state inoltre impiegate 4 vasche AIB da 6.500 litri per garantire il rifornimento dei mezzi aerei.

La gestione dell’incendio è stata organizzata attraverso la collaborazione di più DOS, con un DOS incaricato del coordinamento complessivo delle operazioni e altri DOS impegnati nel seguire le attività dei mezzi aerei e nel coordinare specifici settori a terra caratterizzati da particolari criticità.
Particolare attenzione è stata dedicata alle aree dell’incendio in prossimità delle abitazioni, interessate da quello che viene definito incendio boschivo di interfaccia, dove la competenza operativa è dei Vigili del Fuoco. In questi settori è stata svolta una significativa attività di intervento e messa in sicurezza da parte dei Vigili del Fuoco, in stretto coordinamento con il DOS.

Fondamentale è stata anche la collaborazione del volontariato proveniente da tutto il territorio provinciale. Le squadre sono state mobilitate anche grazie al contributo delle Comunità Montane Valli del Lario e del Ceresio, Lario Intelvese e Triangolo Lariano, con il supporto anche di squadre provenienti da fuori provincia, in particolare dalla Provincia di Varese e dal Parco delle Groane.

Il primo bilancio delle attività svolte restituisce la dimensione delle forze messe in campo

  • 261 giornate/uomo di volontari di Antincendio Boschivo della Protezione Civile della Provincia di Como impiegati dall’inizio dell’evento;
  • 180 Vigili del fuoco impegnati contemporaneamente nel picco massimo, con 388 unità di personale (tra permanenti e volontari) che si sono avvicendate durante gli interventi provenienti anche da altre province lombarde oltre che da Liguria, Emilia e Veneto;
  • 20 Comandi dei Vigili del fuoco coinvolti;
  • 86 mezzi di terra dei Vigili del fuoco impiegati in totale;
  • 50 persone evacuate (tutte già rientrate nelle proprie abitazioni);
  • 1.022 sganci d’acqua effettuati dai mezzi aerei, tra elicotteri del sistema regionale AIB, dei Vigili del Fuoco e Canadair;
  • 1.083.000 litri d’acqua sganciati complessivamente;
  • di questi, 561.000 litri sono stati prelevati dalla rete dell’acquedotto, secondo una stima per difetto, al netto delle perdite e delle altre variabili connesse alle operazioni di rifornimento.

«L’incendio del Monte Goj ha richiesto uno sforzo importante e una risposta coordinata da parte di tutto il sistema di emergenza – sottolinea il Presidente della Provincia di Como, Fiorenzo Bongiasca – I numeri restituiscono solo in parte la complessità dell’intervento: vigili del fuoco e volontari della Protezione civile che hanno lavorato per ore in condizioni difficili, coordinando le operazioni a terra e supportando le attività di spegnimento aereo. Un ringraziamento va a tutti gli operatori AIB, alle Comunità Montane, ai Vigili del Fuoco, a Regione Lombardia e a tutte le squadre che sono intervenute, anche da fuori provincia».

 

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