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Economia

In Svizzera la ‘gara’ tra i due supermercati a chi alza di più lo stipendio ai lavoratori: le cifre. Per l’Italia un miraggio

Sembra quasi una ‘gara’ a chi alza di più lo stipendio tra i supermercati e invece oltre confine è semplicemente la normalità. Ma soprattutto, se vogliamo proseguire tra virgolette con la metafora dlla ‘gara’, di sicuro è qualcosa che pare impossibile da vedere in Italia. Parliamo degli aumenti di salario che le grandi catene di supermercati stanno attuando in Svizzera. Ad aprire le danze fu, lo scorso autunno, la catena di origine tedesca Aldi che nei punti vendita svizzeri aveva portato il salario minimo a quasi 5 mila euro per i dipendenti (4.700 franchi con il cambio di fine dicembre 2023). Ora tocca alla Lidl Svizzera che aumenta la massa salariale del 2,4% oltre a investire un milione e mezzo di franchi per offrire a tutto il personale un buono acquisti del valore fino a 500 franchi svizzeri, a seconda del grado di occupazione. La paga base in sostanza, arriverà a circa 4.550 franchi (circa 4.778 euro oggi 20 febbraio).

In questo modo, come si legge in un comunicato alla stampa, “Lidl Svizzera investe complessivamente il 3,2% a seguito delle trattative salariali. Inoltre, alza i suoi salari minimi e offre il salario minimo più alto nel settore garantito dal Contratto collettivo di lavoro”. L’aumento generale dell’1,8% contrasta il calo del potere d’acquisto. Agli aumenti strutturali su base individuale è destinato lo 0,6%, secondo il sistema salariale. Nicholas Pennanen, Ceo di Lidl Svizzera, ha sottolineato come “ogni giorno le nostre collaboratrici e i nostri collaboratori dimostrano un impegno eccellente e sono la parte più importante del nostro successo. Queste prestazioni devono essere riconosciute. Sono quindi molto lieto che possiamo aumentare non solo la massa salariale, ma anche i salari minimi”.

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