Dibattito molto acceso in queste ore sul fronte politico. Dapprima l’intervento del professore Luca Michelini, ordinario di Storia del pensiero economico Università di Pisa che è profondo conoscitore nonché protagonista della vita politico-culturale comasca, dopo l’evento Nova organizzato dai pentastellati anche sul Lario lo scorso fine settimana
Il docente aveva affronta di petto un tema che molto fa discutere: l’alleanza (che viene definita “irrisolta”) tra Cinque Stelle e Pd, anche a Como. Qui l’intervento: “Dai Cinque Stelle a Como ho scorto gli operai mai visti nel Pd. I Dem un ostacolo alla cultura di governo”.
Poi repliche molto forti: Elezioni a Como, la lettera di Michelini su 5Stelle e Pd scatena il dibattito. Due repliche: Alberici e Doria.
E ora un nuovo intervento, fuori dalle vesti istituzionali di un lettore. Donato Lamonaca, presente all’evento del 16 maggio scorso. Lo pubblichiamo integralmente, perché la vivacità del confronto va sempre bene, soprattutto quando manca praticamente un anno alle elezioni:
Ho partecipato il 16 maggio scorso alla iniziativa Nova di 5 Stelle a Como. Sapevo in anticipo della iniziativa e della sua strutturazione. Ho subito accolto con video interesse la proposta e l’ho incoraggiata. L’ho fatto perché mi è stata rappresentata l’idea di immergersi nella viva carne sociale, ovvero nel tessuto di genti che sente e percepisce le condizioni di vita reale, per coglierne il senso più profondo e vicino alla gente comune.
Un organismo politico, più o meno grande o rappresentativo, come fa a cogliere il sentito della gente comune? Come si fa a tramutare quel sentito in proposte politiche che possano reggersi sul consenso il più possibile diffuso? La storia dell’azione politica più incisiva ci narra di organismi di base nei quali le idee nascevano, si confrontavano, circolavano, prendevano forma e consistenza programmatica. L’organismo politico e organizzativo aveva il compito di tramutare quelle risorse in azione politica sociale.
La passione politica accendeva il dibattito e le sue fecondità. L’azione dell’organismo politico trasformava i rapporti sociali determinando le conquiste di nuove condizioni e nuovi diritti collettivi. Oggi è così? Ci si sente rappresentati? Le promesse di inizio mandato vengono mantenute? Esiste una restituzione, alla base, dei frutti di quella parte del percorso compiuto e del proposito di applicazione nella fase successiva i necessari correttivi individuati? Penso che ciascuno abbia una risposta, anche in mancanza di una esperienza diretta e personale nell’azione politica. Basta guardarsi intorno nel panorama politico.
Nei tempi in cui le scuole di partito, le scuole sindacali, agivano e si affiancavano all’azione di organismi di base, circolava un pensiero in crescita, capace di attribuire senso condiviso alle istanze sociali. Questo per dire che la proposta di Nova ha voluto pescare nel campo del sentito della gente comune. Una sorta di brainstorming (scusate gli inglesismi, li detesto. Purtroppo si chiama così e significa “tempesta di cervelli (o di tavolo)”, in cui uno parla, l’altro aggiunge e arricchisce l’approfondimento) con la potenza della moltiplicazione delle idee in cui il tutto diventa più della somma delle singole parti. Una idea, pur se abbozzata, trova nel confronto e nel contributo di altri, più di quanto si potesse sperare senza confronto. Mi pare che sia un bel materiale su cui poter lavorare e da cui ricavare proposte credibili e condivise.
Questo è il senso che ho colto ed ho condiviso con entusiasmo nella proposta NOVA di 5 Stelle. Se si pensa che in Italia vi sono state in contemporanea più di 100 iniziative simili in tutte le regioni, è facile comprendere quanta materia prima politica preziosissima è stata raccolta. Sono convinto che anche le esperienze più avanzate, le eccellenti, i risultati che sono all’apice delle attese, possano e debbano indicare elementi correttivi per una prossima volta. Quindi, da parte di 5 Stelle, per quanto riguarda la propria esperienza Nova, cosa vi sarebbe da attendersi? In primo luogo una restituzione ragionata e articolata dei temi e degli approfondimenti politici che sono emersi durante i dibattiti. Già previsto. Nella giornata si sono svolte tre sessioni, due al mattino ed una al pomeriggio, ciascuna con numerosissimi tavoli tematici.
Poi la restituzione online della sintesi di ogni gruppo di lavoro. Finalmente un po’ di aria sburocratica! Finalmente aria di passione di chi aspira a far sentire le proprie ragioni. Finalmente vivi laboratori di confronto di idee e pensieri e un po’ di speranza di essere ascoltati! Evviva! In secondo luogo mi aspetterei da parte di Nova una lettura autocritica capace di indicare correttivi per proseguire con esperienze analoghe che coinvolgano direttamente soggetti di base. Come è stato già detto da altri, ad esempio, ritengo adatto affidare a personale competente il compito di sintesi finale, capace di raccontare efficacemente e coerentemente il frutto del lavoro dei gruppi tematici. Ciò è necessario per non lasciare spazio di interpretazione arbitraria o di parte di ciò che è stato descritto in cui sarebbe facile tagliare il non condiviso.
Ciò faciliterebbe anche la raccolta sistematica dei contributi in un quadro organico in cui sarebbe più facile descrivere e fissare valori e priorità. La convivialità è buona cosa, attira, motiva, appaga. A un buffet costantemente rifornito, ricco e disponibile è difficile rinunciare. Tuttavia, ha un costo, che andrebbe reso noto. Analogo per la sede: luogo stupendo e ricco di storia. Al bello non bisogna rinunciare mai, anzi, bisogna incontrarlo, viverlo costantemente, per abituarci, per riconoscerlo, per considerarlo parte irrinunciabile della nostra esistenza e, quando costa molto, essere capaci di rinunciare a una parte e prenderne un po’ meno.
Va ricordato che i costi sono stati coperti dai parlamentari 5 S attingendo ai propri trattamenti economici. I parlamentari, in genere, se lo possono permettere. Sono, comunque, soldi dei contribuenti e il buon uso non si sprezza. L’iniziativa Nova, opportunamente, è stata aperta alla partecipazione di organismi politici e sindacali. È ovvio e naturale che rappresentanti di tali organismi sono portatori di letture e visioni coerenti con la propria organizzazione. In un luogo in cui si vuole favorire l’emergere del percepito da parte dei vari ceti sociali, credo, in primo luogo, bisogna assumere atteggiamento di rispettoso ascolto politico.
C’erano e hanno espresso con decisione le proprie opinioni anche operai, merce ordinaria nei tempi andati, ma attualmente rara nei dibattiti politici. In secondo luogo credo sia necessario assumere atteggiamento promozionale e valorizzante, offrendo contributi arricchenti. Ho trovato invece, da parte di qualcuno, atteggiamenti pregiudizievoli di chiusura e disapprovazione delle proposte che emergevano. Ancor peggio le spiegazioni fornite. Eppure, i temi sono stati presentati e accettati in riunione plenaria. Tutto ciò penso fa parte di un vecchio arsenale politico ormai in disuso, ma, comunque, sempre depositato in cantina e pronto all’uso e al danno.
Su tali basi le alleanze politiche locali e nazionali è difficile che possano partire e reggersi a lungo. Infine, mi augurerei che la restituzione alla collettività di ciò che è emerso nelle esperienze Nova fosse capace di indicare delle priorità. Basterebbero pochi punti prioritari, tattici. Ne sono stati indicati a profusione: lavoro e sue condizioni, salari, sanità, scuola, ambiente, investimenti, sviluppo… una infinità. Si è parlato persino di cani. Si, perché infinito è il bisogno sentito della gente comune.
A volte si vorrebbe tutto e subito, si vorrebbe assaltare il cielo. Alla ponderazione serve l’organismo politico che ascolta, raccoglie, sa, ragiona e sintetizza in un progetto politico credibile e condiviso e chi ha contribuito alla elaborazione di quel progetto possa sentirlo un po’ suo e dire: Io c’ero!
Donato Lamonaca