Il Movimento 5 Stelle riparte e accelera sulle prossime elezioni amministrative. Nei prossimi giorni infatti sono già stati messi in agenda degli incontri con quelle che dovrebbero essere le forze della coalizione di centrosinistra. Venerdì il primo tavolo di confronto con Civitas. La volontà dunque è chiara: trovare un’intesa per Palazzo Cernezzi. Sui temi e sulle principali aree di intervento, ovvero su ciò che costituirà l’eventuale programma elettorale, influirà anche l’imminente elezione del presidente della Repubblica.
“Si tratta di un passaggio importante per capire i nuovi assetti che potrebbero avere, ovviamente, delle ricadute a tutti i livelli – spiega il deputato comasco dei pentastellati Giovanni Currò che insieme con il consigliere regionale Raffaele Erba e al capogruppo in Comune Fabio Aleotti segue ormai da settimane le vicende legate alle prossime amministrative cittadine – Sta di fatto che la nostra intenzione è chiara e prevede la volontà di proseguire sulla strada già avviata nelle settimane scorse, del dialogo e del confronto per arrivare infine a un’intesa”.
Il prossimo 24 gennaio intanto si terrà il primo voto per la nomina del Presidente della Repubblica, tassello, come detto, decisivo. “Venerdì incontreremo i rappresentanti di Civitas e poi da parte nostra c’è la massima apertura e tendiamo per questo motivo la mano al Pd per sederci intorno a un tavolo – spiegano i pentastellati – Siamo intenzionati a chiudere rapidamente. Questo perché se si troverà la quadra, poi bisognerà subito mettersi al lavoro per creare un programma condiviso e per andare dai cittadini a spiegare l’idea di Como della futura coalizione”.
Nel dibattito aperto all’interno della futuribile coalizione di centrosinistra, in passato si erano levate voci critiche da parte di Agenda 2030 (qui i dettagli). Tra loro era stato molto duro il commento di Fulvio Martello di Azione Como, il partito di Calenda, che aveva ritenuto impossibile, vista la diversità dei temi e degli interessi, prevedere un accordo ove ci fossero stati anche i pentastellati in coalizione (il racconto).
Inevitabile chiedere a Giovanni Currò se questo potrebbe essere un ostacolo. Il deputato lariano però glissa con eleganza dicendo che “posso anche capire il loro atteggiamento visto che perseguiamo differenti visioni e puntiamo su temi non sempre assimilabili”. Detto questo quello che pare intuibile è che anche in questo caso, l’imminente elezione del presidente della Repubblica, potrebbero portare alla luce eventuali frizioni – relativamente al nome da sostenere per il Quirinale – tra Italia Viva e il partito di Calenda.
“Sui temi, da parte nostra andremo avanti sostenendo alcuni dei punti chiave già presentati nel 2017 per Como – spiegano i pentastellati – Dalla massima attenzione al tema viabilità, alla cura del territorio”. E inevitabilmente riflettori puntati anche sul fronte sanitario, vista anche l’emergenza in corso e “la gestione che non si è certamente rivelata ottimale da parte di Ats Insubria come stiamo vedendo anche di recente” (la protesta dei sindaci e il passo avanti di oggi)”, dice Currò. Si punterà dunque ad una Ats locale, tutta comasca? “Innanzitutto si dovrà puntare molto su una migliore gestione della materia. Se poi ciò dovesse tradursi anche in un restringimento territoriale delle Ats allora certamente se ne discuterà”.