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Elezioni, i tre partiti di “Agenda Como 2030” in campo. Ma l’ipotesi Traglio ricandidato già vacilla

Dopo Civitas e Bruno Magatti che hanno aperto la lunga marcia verso il voto sabato scorso, il prossimo weekend tocca a una delle formazioni nuove che parteciperà alla corsa.

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Si tratta del gruppo a tre formato da Italia Viva, Azione e +Europa, unito sotto il progetto “Agenda Como 2030”. Sabato prossimo, dunque, en plen air (piazza Volta, Como, ore 9.45) illustreranno i primi – citiamo testualmente – “i primi documenti di studio, incentrati sulla formazione tecnica superiore”.

Un passo che, dopo l’unione delle forze del luglio scorso, prelude a un percorso verso il voto per le comunali di Como della primavera 2022 secondo questi criteri: “Per il futuro a medio e lungo termine per Como, non uno schema fisso, ma una strategia adattabile, non un gruppo chiuso una tribuna con posti assegnati, ma un dialogo aperto verso cittadini, altre forze politiche e associazioni”.

E ancora: “Il progetto “Agenda Como 2030”, vuole dare risposte concrete con il contributo esterno delle realtàche vorranno partecipare. Non una coalizione a scatola chiusa o un programma pre-stampato, ma una strategia, aperta, flessibile e mirata alle esigenze reali del territorio. È tempo di dare concretezza e di dare un segnale ai cittadini che stanno cercando una politica diversa”.

Impossibile però eludere che una delle tre parti in causa, ossia i renziani di Italia Viva, nelle scorse settimane si siano già affacciati in maniera roboante sulla scena politica, con il famoso pranzo a tre con commensali Matteo Renzi, Alberto Gaffuri e l’ex candidato sindaco del centrosinistra nel 2017, ora consigliere di opposizione con Svolta Civica, Maurizio Traglio.

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Nessuno dei protagonisti (a partire dallo stesso interessato), come si può leggere ampiamente nell’articolo qui sopra, nascose la possibilità che Traglio potesse candidarsi nuovamente a primo cittadino, partendo però dal polo di centro coagulato proprio attorno a Italia Viva e ad Agenda Como 2030. Ma i venti caldi che spirarono quel giorno e in quelli immediatamente a seguire, più recentemente ora si sarebbero decisamente raffreddati.

Qualche spiffero, per rimanere in tema, dice addirittura che il gelo emanato dal Pd sul possibile bis di Traglio (e forse ancor più sull’imprimatur all’iniziativa dato da Renzi e Alberto Gaffuri) abbia decisamente frenato gli entusiasmi. A partire proprio da quelli di Traglio, il quale non avrebbe alcuna intenzione di trovarsi a combattere come già 4 anni fa con fazioni pro e fazioni contro la sua candidatura. D’altronde, che sigle come Civitas, Articolo Uno e pure la sinistra Pd non vedano di buon occhio un ritorno in grande stile dell’imprenditore, non è mistero.

E di fronte a uno scenario così poco compatto – a cui vanno aggiunti i segnali chiari lanciati da Italia Viva ai moderati delusi dal centrodestra, a cui però finora non ha fatto riscontro alcun contromessaggio particolarmente caloroso – Traglio sarebbe assolutamente pronto a togliersi subito dall’agone, sebbene a malincuore.

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