Nelle ore in cui tanto si parla di alcune minacce rivolte sui social al sindaco Alessandro Rapinese – orribili, ma firmate sulla pagina pubblica della tv locale con tanto di nome e cognome da un giostraio che si è pubblicamente scusato, per dare una dimensione al fenomeno – emerge un altro episodio parallelo accaduto in consiglio comunale lunedì scorso. Cioè nella stessa massima assemblea cittadina in cui il sindaco ha ritenuto di rivelare con toni accorati le offese e le intimidazioni subite e debitamente catalogate. Sempre Rapinese, assieme all’assessore al Commercio Michele Cappelletti, ha infatti messo nel mirino – con tanto di ripetuti affondi per nome – il giornalista de La Provincia Sergio Baccilieri e lo stesso quotidiano di via Paoli (a cui come noto, e come a noi, è stata tolta la facoltà di interloquire con il primo cittadino, in un blackout democratico che però sembra non avere valore a Como).
Tornando all’affondo verso il collega, portato davanti all’intera aula riunita, qual era la colpa del cronista così grave da farlo mettere alla berlina dal sindaco della città e da un suo assessore? Questo articolo, che faceva il punto sull’andamento (apparentemente lento o immobile) di una serie di cantieri finanziati anche con fondi Pnrr. In particolare, a suscitare le ire del sindaco e dell’assessore, i passaggi legati ai lavori da 990mila sull’ex Padiglione Grossisti del Mercato Coperto, per cui la fine è fissata a settembre 2024; e poi un paragrafetto sui lavori fermi all’autosilo privato di via Sirtori.
Sul padiglione del mercato, il collega de La Provincia ha scritto che si “attende da mesi l’avvio dei lavori, la consegna è avvenuta a inizio anno e l’ultimazione era prevista entro l’estate. Peraltro, stando ai primi annunci di Rapinese in consiglio comunale, il padiglione doveva essere ultimato entro fine 2023. Comunque contattata, l’impresa Cavalieri di Monza che ha ricevuto l’appalto per 990mila garantisce di essere impegnata sulla partita, ma all’interno è tutto deserto e non c’è traccia di lavori“.
In questo caso, il primo a rivolgersi direttamente a Baccilieri, presente in aula e seduto al banco della stampa anche con chi scrive, è stato l’assessore Cappelletti, che si è prodotto nel primo ‘off-road’ verbale: “Io sono stato lunedì scorso al Mercato Coperto – ha detto Cappelletti rispondendo anche al consigliere Nessi su identico tema – C’erano almeno 7-8 operai che lavoravano al piano meno uno e al più uno. Quindi il giornalista che ha scritto l’articolo poteva alzare o abbassare gli occhi. Non si alzano le serrande perché (gli operai, ndr) entrano da una porta laterale. I lavori stanno procedendo, se vuole andiamo a vederlo assieme”.
Poi Cappelletti si è prodotto in un affondo espressamente rivolto al giornalista ma puntando anche al direttore de La Provincia: “Invece per quanto riguarda il parcheggio di via Sirtori, non è comunale, fa parte della costruzione della Rsa. E’ privato, raddoppieranno il parcheggio ma non è nostro, dunque non possiamo farci assolutamente niente. Invito il giornalista che ha scritto l’articolo a guardare meglio le cose, non a scrivere tanto per scrivere. Anzi se il suo direttore volesse chiamarmi ne sarei onorato”.
Ma cosa aveva scritto il giornalista su via Sirtori? Che il parcheggio era comunale? No, niente affatto. Riportiamo testualmente l’estratto dal giornale: “Un’altra opera non ancora partita, che pure è collegata alla futura Rsa privata che deve sorgere in via Sirtori, è l’ingrandimento dell’autosilo gestito da Csu. Un fatto di cui si lamentano gli operatori del vicino mercato e i negozianti della zona, perché ai loro clienti mancano da inizio anno circa 70 stalli. La struttura è stata chiusa in previsione dell’avvio dei lavori, peraltro i commercianti ogni giorno vedono macchine che tentano lo stesso di entrare e che per uscire sono costrette a difficili manovre”. In sostanza, dell’accusa mossa dall’assessore – ovvero che Baccilieri avesse scritto che l’autosilo era comunale – non vi è traccia alcuna. Zero.
Subito dopo Cappelletti, è poi intervenuto il sindaco Alessandro Rapinese. In questi termini: “Ho sentito così tante stupidaggini e letto sui giornali così tante stupidaggini che c’è un articolo della Provincia che merita particolare approfondimento sui lavori che non starebbero andando avanti. Lo dico perché quello che s’è letto sul giornale, vero Baccilieri?, quell’autosilo, Baccilieri, non è del Comune, rileggi il tuo articolo, eppure è colpa del Comune se l’impresa privata non fa il cantiere. Ma di questi tempi l’informazione viaggia così…”. E poi ancora, poco dopo, un altro attacco al cronista citato nuovamente per nome davanti a tutta l’aula consiliare – naturalmente contando anche sul fatto che i giornalisti non hanno facoltà di risposta – con una sgrammaticatura istituzionale che ha pochissimi e sgradevolissimi precedenti a Palazzo Cernezzi: “In quell’articolo di Baccilieri non c’è una notizia giusta”, ha aggiunto Rapinese rivolto a Nessi, trascurando il fatto ad esempio che non era mai stato scritto che l’autosilo di via Sirtori fosse comunale.
Inutile dire che dal presidente del consiglio comunale Fulvio Anzaldo non si è avuto alcun intervento a tutela del professionista che nemmeno poteva rispondere, né ovviamente si è levata una sola parola dai consiglieri di maggioranza. Bestie strane la solidarietà e il senso delle istituzioni in questa città, dove anche siti che per primi si stracciano le vesti per gli affronti ai potenti ignorano il calpestio continuo su ogni norma di civile convivenza.