RADIO COMOZERO

Ascolta la radio
con un click!

Punti di vista

Il Maestro e il Borghese: alla ricerca della cucina (perduta?) lariana

Ok, Borghese e il suo “4 Ristoranti” sarà a Como.
Ho l’insana curiosità di sapere come aprirà la gara: “Siamo sulle sponde del Lago di Como per scoprire dove si fa il/la […] migliore, piatto tipico della tradizione”.

4 Ristoranti, pace fatta. Camesasca: “Equivoco chiarito, Borghese verrà a Como”

Missoltino? Prodotto quasi fatto e finito (il ristoratore ci mette al massimo, un minimo di griglia) per cui niente gara, se non tra i produttori.

Missoltino – Wikimedia Commons

Risotto con il Persico? Più che altro dei laghi prealpini e oggi internazionale fino alle rive del Mekong, dove te lo spacciano per tradizionale anche lì: ok, il riso non è risotto e il pesce è Tilapia o Pangasio, ma quelli ce li sorbiamo pure qui.

Risotto col persico. Wikimedia-Commons

La trippa? Come cucinata qui è di importazione meneghina.

Una delle mille varianti della trippa (parmigiana, qui) Wikimedia-Commons

Cassoeula (casoeûla)? Brianza (i cui confini rimangono incerti e fonte di infinite discussioni, ma che sicuramente sconfinano nel monzese tanto da farne oggi la provincia di Monza Brianza).

Cassoeula (casoeûla) Wikimedia-Commons

Risotto con la luganega? vedi sopra. Cutizza? Il nome sicuramente, ma è una pastella fritta che trovi ovunque.  Polenta uncia? Forse, ma poi scopri che esiste un polenta concia valdostana e biellese che è praticamente la stessa cosa (non c’è la salvia), e quasi ti si smonta un mito.
Allora ti viene in mente il Tòc (o Tóch) e relativo Ragel (cosa non si fa pur di sgrassare il paiolo) e tiri un sospiro di sollievo: tòc e missoltini, la gara si può fare nel raggio di quei pochi ristoranti che lo fanno (rigorosamente in stagione).

Ti rifai il film mentale della presentazione di puntata: “Siamo sulle sponde del Lago di Como per scoprire dove si fa il Tòc con i missoltini migliore, piatto tipico della tradizione”, e subito ti si palesa la gara di insulti tra laghèe del giorno dopo: “Il tòc è SOLO bellagino! Altro che sponde del Lago di Como!“. “La patria del missoltino è tra Tremezzo e San Siro!”. Non se ne esce.

Allora ti sale una botta di cultura e ti immagini una cosa del tipo: “Siamo sulle sponde del Lago di Como, dove è nato Maestro Martino, il primo cuoco ad aver scritto un ricettario in volgare nel 1467″. Così ti si ricomporrebbe anche il puzzle di tutte quelle ricette che hai sempre considerato lariane, ma che altri luoghi rivendicano come proprie perché Martino (a dir la verità oggi lo si dovrebbe considerare ticinese), nel solco dei Maestri Comacini, ha girato mezz’Italia: da Milano a Roma passando per Aquileia, Napoli, Cava dei Tirreni, portando con sé le ricette imparate qui, arricchendole attraverso l’esperienza nelle varie corti e raccogliendole in un ricettario, il de Arte Culinaria scrivendo in volgare in modo che potesse avere la massima diffusione possibile (talmente diffuso che dei quattro manoscritti originali uno è in mano ad un privato, uno è nella Biblioteca Vaticana, uno nella Biblioteca del Congresso a Washington e il quarto è nella Biblioteca di Riva del Garda).

Capisci anche perché di tutte quelle ricette pan-lariane non ce ne è una che contempli ingredienti provenienti dal Nuovo Mondo. Preso dall’entusiasmo ti figuri già un’Accademia Culinaria che ne porti il nome, che innalzi Como nel gotha della cucina. Niente, lo ha già fatto Cracco nel 2011.
Mai una gioia.
Per il resto, aspetterò con ansia e trepidazione la messa in onda.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
TAG ARTICOLO:

Potrebbe interessarti:

Videolab
Turismo