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Punti di vista

La maestra per 20 anni nella scuola che Rapinese demolisce: “Aberrante chiudere alla cultura e aprire al dio denaro”

La vicenda della scuola Corridoni di Como, che il sindaco Alessandro Rapinese vuole chiudere a tutti costi per farne un parcheggio mentre le famiglie lottano per tenerla aperta, non è soltanto una questione amministrativa o di carte bollate. Ci sono prima di tutto persone, bambini, storie. Esattamene come quella che riceviamo da Mariagrazia Bellafiore, maestra per 20 anni alla primaria, e conoscente diretta di tante colleghe che vi continuano a lavorare. “So quanto sia importante tutto quello che dico perché l’ho vissuto in primis e contribuisco con questo pensiero alla riflessione collettiva”, le sue parole introduttive alla lettera. Il testo integrale di seguito.

CHIUDERE ALLA CULTURA
APRIRE AL GUADAGNO!

In questi giorni si apprende con dispiacere che i giudici facenti parte del TAR hanno ritenuto legittimo il provvedimento di chiusura della scuola elementare Corridoni, deciso da parte del sindaco Rapinese e della sua giunta. Prendo anch’io atto della sentenza, ma non la condivido!

La città e la sua gente hanno bisogno di vivere la propria quotidianità serenamente. E, proprio perché le tasse le si paga, si ha il diritto di usufruire di spazi e utenze vicine al proprio nucleo abitativo, quando questi ci sono.

Il sindaco di Como e la sua giunta, sembra, invece, che facciano più discorsi e progetti dettati dagli utili del dio denaro. Quello che fa ancora più specie è che in seno a quella giunta vi siano delle insegnanti che sanno benissimo quanto sia importante per la crescita armonica di ogni bambino vivere gli anni dell’infanzia e dell’adolescenza in spazi e in ambienti da raggiungere facilmente, dove sperimentare gradatamente la propria crescita culturale e la propria autonomia sociale: l’incontro con i compagni, anche quando i genitori sono al lavoro; la condivisione di quegli spazi per vari progetti, anche extrascolastici e, non per ultimo meno importante, per caratterizzare la propria presenza su quel territorio. Il Mio!

Questa scelta sembra andare, proprio in tutt’altra direzione e per chi come me vi ha dedicato 20 anni della propria vita e del proprio lavoro è aberrante!

Non è investendo su un mattone o su un goal che si costruisce una Società. È investendo sui nostri Piccoli, sulla loro serenità, sulla cultura, sulla sanità, sul sociale. Solo così, si potrà dire di aver lavorato per il nostro Futuro.

Investendo sul dio denaro come legiferato, avremo solo barattato il nostro futuro con il Nulla.

A tutti i colleghi e a tutte le famiglie del quartiere arrivi il mio più profondo affetto e sentimento di stima. E, un auspicio: – Mai arrendersi! Il domani è sempre, oltre quella collina. Ci si incammini, quindi, ancora insieme, per raggiungerla e superarla.
La sempre vostra,
Maestra Mariagrazia Bellafiore

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