Delle condizioni della nuova stazione unica di Camerlata ci siamo occupati più volte, sovente sollecitati dai lettori per le condizioni fatiscenti di molte zone dello scalo.
Oggi, esattamente su questa linea, ospitiamo un nuovo intervento molto duro su questa situazione. E l’osservatorio da cui giungono le critiche è particolare.
La segnalazione, infatti, viene da un cittadino abitante in Svizzera, per cui le sue sottolineature hanno anche un significato di confronto parallelo sul confine.
Di seguito, la lettera di Stefano Bonfanti.
Egregi Sig.ri,
ho avuto l‘occasione nei giorni scorsi di usufruire ancora una volta della nuova stazione di Como Camerlata. Premettendo che abito in Svizzera e sono quindi abituato ad un certo livello di servizio per ciò che riguarda le ferrovie. In ogni caso sono rimasto allibito circa la mancanza di informazioni, sporcizia, inefficienze e incuria per una stazione inaugurata nemmeno un anno fa (?).
Le indicazioni per i passeggeri diretti verso la linea Ferrovie Nord fanno a dir poco ridere. Non esiste un minimo di orologio, una biglietteria automatica la si cerca a vuoto. Il tetto copri scala ha solo lo “scheletro”. Gli ascensori non funzionano (nemmeno uno). Sui marciapiedi delle c‘è un solo monitor appeso, visibile per lo più solo se ci si sta davanti, altrimenti da qualsiasi altra postazione del marciapiede non si vede nulla.
Per non parlare poi per coloro che arrivano alla stazione delle Nord e vogliono dirigersi verso Chiasso/Milano via FS. Le indicazioni per il sottopassaggio che conduce alla stazione FS sono praticamente inesistenti.
Io davvero mi chiedo quale mente astrusa ci sia dietro un progetto del genere fatto a metà, per non dire altro. Per non parlare poi del famigerato parcheggio, il quale a dire del Comune dovrà essere completato a marzo 2022. Penso non ci credano nemmeno loro.
Niente, volevo segnalarvelo. Penso che la cosa sia a tratti conosciuta, ma in ogni caso non vorrei finesse nel dimenticatoio, visto che sono stati spesi molti soldi pubblici per fare questa benedetta stazione.
Cordiali saluti,
Stefano Bonfanti