“Basta che la dirigente mi dica quando possiamo andare a prendere i banchi in via Sinigaglia per portarli in via Fiume. Noi siamo pronti”. Con queste parole, pronunciate ai microfoni di Espansione Tv a conclusione di una giornata di lavori di sgombero che lo ha visto impegnato in prima persona insieme agli operai per portare via armadi e banchi dalle aule della Venini, il sindaco Alessandro Rapinese parrebbe aver messo definitivamente la parola fine alla questione del trasloco della primaria Corridoni.

A due giorni dall’inizio ufficiale del nuovo anno scolastico – e dall’udienza in Consiglio di Stato a cui si sono appellati i genitori – per il Comune la situazione appare chiarissima: la scuola di via Fiume, anche se non perfetta, è assolutamente adeguata e pronta ad accogliere i 210 alunni della Corridoni. O, in alternativa, a fare la sua parte insieme alla scuola di via Perti e a quella di Tavernola.

Ma davvero lo sgombero delle aule inutilizzate del secondo e terzo piano e un intervento tampone sulle infiltrazioni dal tetto sono sufficienti a rendere fruibili questi spazi?
Stando al verbale di sopralluogo redatto nell’ottobre 2025 dal Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione dell’Istituto Comprensivo Como Centro, l’architetto Salvatore Versace, che ComoZero è riuscito a ottenere, parrebbe proprio di no (il documento completo è riportato in fondo all’articolo).

Nella sua relazione, infatti, il professionista elenca una serie di “anomalie per la cui risoluzione è opportuno un intervento da parte dell’Amministrazione Comunale”, come si legge nelle prime righe.
E tra i ventuno punti dell’elenco che ne segue ci sono sì infiltrazioni dal tetto nelle aule del terzo piano e in palestra, tende rotte, termosifoni non schermati e soffitti scrostati o con fori di ispezione aperti – tutti problemi risolvibili in tempi tutto sommato piuttosto brevi – ma ci sono anche elementi decisamente importanti in una scuola che, tra due settimane, con l’arrivo degli studenti della Corridoni passerebbe da poco più di 300 alunni a oltre 500.

“L’edificio non è provvisto di scale d’emergenza – si legge infatti, evidenziato in grassetto, nel verbale – non vi è un’uscita di sicurezza direttamente dal locale palestra, ì serramenti dell’intero edificio non sono idonei in quanto molto spigolosi e taglienti; i servizi igienici dell’intero edificio necessitano di intervento di revisione poiché molti non utilizzabili e malfunzionanti; in alcuni servizi igienici sono presenti barriere architettoniche; l’allarme per le prove di evacuazione non si sente ai piani alti e in palestra; la pavimentazione esterna del parcheggio è in condizioni di manutenzione molto critica (buche, avvallamenti, ecc.); si ricorda che tale spazio costituisce un punto di raccolta; è necessaria una revisione globale dell’impianto elettrico dell’istituto”.

Criticità che nei giorni scorsi avevano spinto anche la dirigente dell’Ufficio scolastico regionale Luciana Volta, su interessamento dello stesso Ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara a cui si erano appellati i genitori della Corridoni, a scrivere direttamente al sindaco Rapinese sottolineando le criticità della struttura e invitando a risolverle con urgenza o, in caso contrario, a rivedere la decisione di trasferire gli alunni.

E proprio al Ministro Valditara, e al consigliere regionale Alessandro Fermi che ha fatto da trait d’union tra Como e Roma, si è rivolto direttamente ieri mattina il primo cittadino ai microfoni della trasmissione di CiaoComo Radio “Bianco e Nero” con parole tutt’altro che accomodanti: “Adesso sento parlare Fermi e Valditara delle scuole a Como, che la via Fiume non sarebbe a norma. Ma perché la via Sinigaglia sì? – ha detto – allora chiedo ai geni della lampada Valditara e Fermi: mi dite una scuola a norma a Como? Ma ti rendi conto che è tutta speculazione politica? Di che cosa stiamo parlando? Noi abbiamo dimostrato la nostra potenza di fuoco, di scuole che stiamo mettendo a norma ce ne sono un sacco e siamo di buona volontà… e da Roma? La Lega ‘Roma ladrona’ è diventata la ‘Lega cialtrona’ che viene a dirmi che la scuola di via Fiume non è a norma…c’era una scuola vuota piena di rifiuti e andava bene così. E Fermi va a Roma a parlare e non sa niente. Il Ministro parla e non sa niente, perché probabilmente sono abituati a fare campagne elettorali dicendo fesserie e parlando di fesserie. Io dico solo che se lavorassero a Roma un ventesimo di quello che fa la mia amministrazione probabilmente non avremmo la scuola in Italia nelle condizioni in cui è, perché non hanno neanche idea della mappatura delle scuole… Questo era per dire che dalle 6 ero su, c’era gente che grondava e il mio ruolo al limite è portare dell’acqua perché come al solito potessi andare su personalmente, mi piace muovere le mani, il problema è che lì non posso farlo perché il sindaco per legge non può farlo”.
Ecco il documento che descrive lo stato effettivo della scuola Venini con verbale seguito a sopralluogo:


