“Il timore di intraprendere iniziative o decisioni suscettibili del vaglio di legittimità da parte della magistratura paralizza di fatto l’opera dei funzionari di Aria (centrale acquisti della Regione Lombardia, Ndr) che si rifiutano di acquistare a trattativa privata salvo che il presidente Fontana ottenga l’autorizzazione della procura”.
E’ il passaggio centrale, anticipato oggi dal Corriere della Sera e rilanciato dall’Ansa di una lettera che il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, tramite il suo pool legale, aimagistrati che in estate lo hanno indagato per l’affidamento senza gara di una fornitura di camici, poi trasformata in donazione, alla società del cognato.
In sintesi, stando a quanto sostiene la missiva, l’attività della centrale d’acquisto sarebbe di fatto paralizzata dai timori delle inchieste, tanto da ostacolare la trattativa con una società svizzera per l’acquisto di 350mila dosi di vaccino antinfluenzale, che oggi sappiamo essere praticamente introvabili in Lombardia.
La Regione è in emergenza per il vaccino, sulla cui mancanza “c’è ampia polemica”, si legge nella lettera ai magistrati dei legali di Fontana, secondo cui “è urgente e vitale assumere le iniziative più efficaci”, in modo che il presidente possa “avvalersi delle prerogative attribuitegli nelle situazioni di emergenza” e “come soggetto attuatore, acquistare i vaccini a trattativa privata”. Il documento non è una richiesta di “salvacondotto”, concludono i legali, ma una semplice informativa, con cui si comunica ai Pm che Fontana si appresta ad assumersi la responsabilità di comprare i vaccini a trattativa privata.