Non si placa la bufera intorno al caso Corridoni, scuola che il sindaco di Como Alessandro Rapinese vuole chiudere per farne un autosilo e i cui alunni dovrebbero essere spostati nella Venini di via Fiume (le cui condizioni non sono buone come certificato nel verbale che abbiamo pubblicato qui).
In attesa dell’appello al Consiglio di Stato dopo il ricorso delle famiglie al Tar ecco arrivare nuovi interventi. Il primo è della capogruppo della Lega in consiglio comunale, nonché coordinatrice cittadina, Elena Negretti:
Corridoni, l’ennesima toppa del Sindaco: la Lega chiede controlli immediati sulla scuola di via Fiume
Il Sindaco Rapinese ieri si è vantato di aver “sgomberato” in un giorno le aule della Venini per accogliervi i bambini della Corridoni. Ma tra le righe delle sue stesse dichiarazioni emergono le criticità che la Giunta continua a minimizzare: infiltrazioni ancora da “tamponare”, un ascensore riparato in extremis, tecniche sperimentali prese in prestito da un altro edificio. Non è così che si garantisce la sicurezza e l’agibilità di un plesso scolastico che dal 14 settembre dovrebbe accogliere centinaia di bambini. “Le famiglie della Corridoni meritano risposte certe, non rassicurazioni improvvisate a pochi giorni dall’apertura” dichiara Elena Negretti capogruppo Lega in consiglio comunale.
Per questo chiediamo che gli enti preposti, Ufficio Scolastico Regionale e ATS Insubria, per quanto di rispettiva competenza , procedano con un sopralluogo tecnico approfondito su via Fiume, verificando in particolare che le condizioni tecniche e igienico – sanitarie rispondano alle normative previste. Garantendo la piena agibilità degli spazi e delle infrastrutture, prima che vi mettano piede i bambini.
La razionalizzazione della rete scolastica non può viaggiare a scapito della sicurezza. Ancora una volta – conclude Negretti – il silenzio dell’assessore alla partita Nicoletta Roperto “Sul destino di centinaia di bambini non basta l’attivismo last minute del Sindaco, serve la voce di chi quella delega la detiene”.
Poi la Nota dell’associazione Nova Como:
Lo sgombero fantozziano di via Fiume: Rapinese trasforma l’ultimo giorno d’estate dei bambini della Corridoni in una farsa da Ufficio Sinistri
A pochi giorni dall’inizio della scuola, i genitori della Corridoni non sanno ancora in quale edificio accompagneranno i propri figli. Non lo sanno perché a deciderlo, ancora una volta, non è un piano educativo ma l’ostinazione di un sindaco che da mesi ha trasformato — anche — la vicenda Corridoni in un regolamento di conti personale.
Lo sgombero raffazzonato in stile fantozziano di sabato mattina, con Rapinese in prima persona e la solita magliettina bianca — per una volta coerente col contesto da trasloco — impegnato a fare propaganda davanti alle telecamere, è tutto fuorché pianificazione.Razionalizzare una rete scolastica significa programmare per tempo, con un piano pluriennale fondato su analisi territoriali, flussi demografici e standard di sicurezza edilizia. Rapinese ha invece aspettato l’ultimo weekend di agosto per improvvisare quella che la legge vorrebbe frutto di anni di programmazione.
Il verbale di sopralluogo dell’ottobre 2025 certificava che la scuola di via Fiume non ha scale d’emergenza né uscita di sicurezza dalla palestra, ha bagni in gran parte fuori uso e un impianto elettrico da rifare integralmente.
Ora quegli stessi spazi, che tre mesi fa richiedevano un investimento milionario, vengono dichiarati “pronti” con un sabato di sgombero. Mentre il sindaco inscena il suo show personale, a pagare il conto sono i bambini della Corridoni. Bambini che, con la campanella fissata al 14 settembre, restano nel limbo. Famiglie costrette a riorganizzare last minute lavoro, orari e accompagnamenti.
Non è tollerabile che il futuro di 200 bambini dipenda dall’improvvisazione. Rapinese la smetta di giocare a fare il traslocatore e cominci a fare il sindaco, occupandosi delle scuole di questa città con competenza, serietà e rispetto istituzionale.
Teresa Minniti – Vincenzo Falanga
Nova Como
