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Como, il Suv ticinese in divieto in pieno centro storico: ganasce sugli inconfondibili cerchioni

A inizio mandato, con clamore nazionale, il sindaco di Como Alessandro Rapinese aveva annunciato addirittura l’intenzione di istituire un ‘carro attrezzi per ticinesi’ con l’obiettivo di combattere i divieti di sosta delle auto svizzera in modo particolare. Naturalmente, un servizio del genere non ha mai trovato realizzazione né avrebbe potuto.

Eppure, nelle ultime settimane, in città ha fatto ritorno un mezzo piuttosto drastico per combattere l’inciviltà su 4 ruote. E oggi – dopo un primo caso nostrano – è toccato proprio a un suv di targa ticinese.

La stretta in Via Volta

Oggi pomeriggio, infatti, nel cuore del centro storico, le temibilissimi ganasce gialle si sono strette alle ruote anteriori e sui cerchi dal disegno inconfondibile di una fiammante Alfa Romeo Stelvio. L’applicazione delle tenaglie gialle è avvenuta nello specifico in via Volta, all’interno della città murata, e questa volta anche un nastro biancorosso è comparso sulla vettura in sosta evidentemente irregolare.

Perché le ganasce e non la rimozione?

Come si accennava, il ritorno dell’applicazione delle ganasce alle auto in divieto di sosta è piuttosto recente con il primo avvistamento avvenuto in via Muralto. E questo sistema trova applicazione soprattutto quando:

  • Un mezzo in sosta vietata si trova in un ambito in cui lo spazio di manovra non permette il carico del mezzo abusivo;

  • Nel caso delle cosiddette supercar molto basse e spesso con cambio automatico, quando si corre il rischio di danneggiare il mezzo con conseguenti problemi legali e assicurativi.

Sanzione immediata

Nel caso specifico di oggi, che stando alla targa potrebbe riguardare un conducente svizzero (anche se, come noto, non è automatico) la sanzione deve essere saldata immediatamente, non appena il carro attrezzi abilitato alla rimozione – su incarico della Polizia locale – si presenta sul posto.

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