Lo aveva annunciato ai microfoni di Etv lo scorso 21 febbraio, parliamo del sindaco di Como Alessandro Rapinese: “Momento molto frizzante. Per piscine Sinigaglia e Casate, Palaghiaccio e Centro Sportivo di Sagnino gara a fine giugno”. E così è giunto il momento di Casate, parliamo sia della piscina che del Palaghiaccio. Per entrambi, con le relative relazioni, questa sera sarà chiamato a esprimersi il consiglio comunale.
In questo senso interviene da Svolta Civica il capogruppo Vittorio Nessi con un Ordine del giorno che pone alcune questioni:
Analisi della proposta di deliberazione
Vista la proposta di deliberazione sopra indicata, premesso che il centro sportivo di Casate costituisce attualmente un sistema integrato comprendente piscina coperta, vasche esterne, palaghiaccio, aree verdi, spazi comuni e parcheggi.
L’impianto è stato progettato e realizzato come un’unica struttura funzionale con utenze e impianti tecnologici condivisi (energia elettrica, gas, acqua). La gestione attuale si fonda su un unico centro di responsabilità tecnica, economica e organizzativa. L’amministrazione comunale intende procedere alla separazione tra le diverse componenti dell’impianto senza aver fornito un’adeguata e documentata motivazione economica.
La separazione di un sistema unitario comporterebbe inevitabilmente interventi infrastrutturali complessi, invasivi e potenzialmente onerosi (nuovi allacci, separazione degli impianti, adeguamenti edilizi). Il mantenimento di utenze condivise genererebbe criticità nella ripartizione dei costi con elevato rischio di inefficienze, contenziosi e possibili esposizioni finanziarie per il Comune. La gestione separata di servizi attualmente integrati (accessi, sicurezza, manutenzione, aree comuni) comporterebbe un aumento della complessità organizzativa e dei costi operativi.
Rilevazioni sul piano economico finanziario
Rilevato che il piano economico finanziario prodotto ha omesso di verificare la convenienza dell’operazione sotto gli aspetti sopra indicati rispetto al modello attuale. Non sono stati resi noti i costi stimati per la separazione degli impianti né le relative coperture finanziarie. Non risulta chiaro quale sarà il regime delle utenze energivore. Non sono state definite in modo puntuale le modalità di gestione delle aree comuni e delle responsabilità operative.
Tale scelta rischia di compromettere l’equilibrio economico funzionale dell’impianto, oltre a creare incertezza per le società sportive e per gli utenti.
Considerazioni finali e impegni
Evidenziato che la separazione appare come un’operazione priva di adeguato fondamento tecnico ed economico. Il rischio concreto è quello di aumentare i costi complessivi a carico della collettività, riducendo al contempo l’efficienza gestionale del servizio.
Ciò premesso, impegna Sindaco e Giunta:
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A sospendere qualsiasi procedura di separazione o affidamento distinta delle strutture fino alla presentazione di un’analisi completa e trasparente;
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A presentare al Consiglio Comunale un piano economico-finanziario dettagliato che dimostri in modo oggettivo la convenienza della separazione rispetto alla gestione unitaria;
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A rendere pubblici i costi previsti per gli eventuali interventi di separazione impiantistica e infrastrutturale, specificando le coperture finanziarie;
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A chiarire formalmente il modello di gestione delle utenze e i rischi economici connessi per il Comune;
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A definire con precisione le modalità di gestione delle aree comuni, degli accessi, della sicurezza e dei servizi condivisi;
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A trasmettere tutta la documentazione tecnica ed economica alla competente Commissione consigliare per un approfondimento puntuale.
Invita inoltre l’amministrazione a motivare pubblicamente le ragioni della scelta dimostrando la sostenibilità e l’interesse dell’operazione che, allo stato attuale, risulta priva di adeguata giustificazione economica e potenzialmente dannosa per gli equilibri gestionali e finanziari dell’impianto.