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I minori non accompagnati di Como alla Cri di Lipomo. Il sindaco Cantaluppi: “Soluzione trovata dal prefetto, ha sempre grande sensibilità”

I minori non accompagnati arrivati a Como e di fatto respinti dalla città hanno trovato un tetto e un letto al campo di accoglienza di Lipomo gestito dalla Croce Rossa (qui tutte le cronache). Una situazione di grave emergenza che si è sbloccata dopo giorni anche di tensione e alla vigilia della prima ondata di meteo autunnale.

Sindaco Alessio Cantaluppi, possiamo dire che è stato anche merito suo? E’ venuto incontro al suo collega Alessandro Rapinese che aveva chiamato in causa altri amministratori?  “Sicuramente in una situazione di emergenza anche i piccoli comuni è giusto che facciano la loro parte. Da cittadino e da sindaco non posso che essere contento che si sia trovata una soluzione tampone per un problema che non poteva assolutamente andare avanti. Però non voglio prendermi meriti non miei. La nostra amministrazione non è entrata in questa procedura e non è stata direttamente coinvolta in alcun passaggio. Anche perché si tratta di minori arrivati a Como e che dovevano essere gestiti dal Comune di Como. La soluzione è stata trovata dal prefetto Andrea Polichetti, che ancora una volta ha dimostrato grande sensibilità”.

Però alla fine i minori sono arrivati a Lipomo. “La Prefettura ha acconsentito che i ragazzi venissero accolti, si spera per il più breve tempo possibile, per i ragazzi stessi ovviamente, nel campo della Croce Rossa di Lipomo, che dovrebbe essere destinato soltanto agli adulti. Da sindaco di Lipomo sono orgoglioso e felice che si sia trovata una soluzione – conclude – soluzione trovata grazie alla nostra Croce Rossa. In questi mesi di apertura del campo peraltro la gestione della Cri grazie al prezioso supporto delle forze dell’ordine non ha creato alcun problema”.

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