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Attualità, Politica

Rapinese contro i “vipponi” con Minghetti e Bulgheroni (Agenda 2030). L’ex sindaco: “Lui, perenne perdente”

Si scalda la campagna elettorale e iniziano ad affiorare i classici scontri e dissapori tra coalizioni e con i singoli candidati. Ecco allora che Alessandro Rapinese, in un post su facebook attacca frontalmente Barbara Minghetti e i big che parteciperanno ai due eventi delle prossime settimane.

Guzzetti, Passera, De Santis, Ruffini e i sindaci: Minghetti schiera i big in due eventi

“Minghetti non conosce Como ma conosce Giorgio Gori, Federico Pizzarotti, Maurizio Traglio, Corrado Passera, Giuseppe Guzzetti, Paolo De Santis, Remo Ruffini, Giuseppe Sala ed un sacco di altri vipponi che le stanno facendo campagna elettorale. Mancano solo la Marcuzzi, Gullit e Bobo Vieri poi sarebbe al completo”.

Affondo anche sull’eterogeneità delle liste che sostengono la candidata di centrosinistra: “Minghetti poi, per cercare di vincere le elezioni, ha imbarcato nella sua squadra così tanta gente con idee e desideri diversi (dall’estrema destra di Bulgheroni ai comunisti di Celeste Grossi passando per il cachemere di Capalbio ai democristiani e a quei verdi che sanno che il PD vuole ampliare il forno inceneritore ma che voltano la faccia dall’altra fingendo di non saperlo) che il giorno dopo la sua eventuale vittoria la nostra Como avrebbe nuovamente al governo una coalizione fragile senza nessuna possibilità di incidere”.

“Di Giordano Molteni, e delle Meloni e dei Salvini che vengono ad incensarlo, parlo poco perché c’è veramente poco da dire – conclude il candidato sindaco – è esattamente il clone di Landriscina e come Landriscina continuerà nell’opera di condannare Como al degrado, all’irrilevanza e alla sudditanza rispetto a Milano, Varese e Lecco. Io non conosco né Meloni né i Vipponi della Minghetti ma conosco molto bene Como, i suoi problemi e le soluzioni necessarie”.

Questo solo l’assaggio di un lughissimo intervento in ui non risparmia nessuno. Ma c’è chi non ci sta e risponde per le rime. Si tratta di Fabio Bulgheroni, ex sindaco di Casnate con Bernate oggi in Agenda 2030, che tirato in causa risponde.

“Gentile, perenne candidato perdente, Alessandro Rapinese. A volte mi piace perdere tempo leggendo il tuo libro “delle lamentazioni” , persino a volte sono d’accordo – afferma Bulgheroni – Oggi però l’hai fatta fuori dal vasino. Vorrei chiarire una tantum un paio di cose , non tanto a te quanto ai tuoi elettori che ancora una volta rimarranno delusi. La mia militanza in Fratelli d’Italia della quale non mi vergogno nè tanto meno ho mai nascosto è terminata lo scorso 2018 per noti e pubblici motivi. Ora, definirmi di estrema destra è grottesco ed assolutamente falso, riconducibile al tuo modo “piccolo e populista ” di fare politica”.

“Vedi, Alessandro – chiude il candidato di Agenda Como 2030 ed ex sindaco di Casnate – c’è una grande differenza tra te e me: io, vinco ed ho dimostrato per 10 anni di saper governare. tu, perdi e basta. Concentrati sulla tua campagna e sui tuoi obiettivi perché il 12 giugno non è lontano e il tuo posto in opposizione è lì che ti aspetta. Con evidente rispetto unilaterale”.

6 Commenti

  1. L’atteggiamento perennemente inacidito e un pó “tragironoco” di Pierino-Rapinese gli porterà via un mare di voti.
    Io lo votai ma non lo rivoteró.
    In tanti anni non ha ancora compreso che per ottenere risultati in politica o hai l’80% dei voti, altrimenti serve mediare con gli altri tuoi contraddittori, in un rapporto civile e moderato dai toni che non sono quelli che è solito usare.
    Le scenette sui social col fedele scudiero di cazzate sono quanto di piú inadeguato possa esserci. Io voglio un sindaco che sappia rappresentare Como come dio comanda senza teatrini.

  2. Chissà perché a Fratelli d’Italia (Ferrini se non sbaglio) e a Rapinese non piace la considerazione che l’alta borghesia cittadina nutre per Barbara Minghetti. Dovrebbero essere felici. I ricchi, snob e antipopolari stanno con il loro avversario. Il popolo che non ama i ricchi, snob e antipopolari starà con loro. In realtà sanno bene che non sempre è così, anzi non lo è quasi mai. L’identificazione è un’arma pericolosa in politica. Ne sa qualcosa la sinistra che non comprese, quando scese in campo Berlusconi, il potere seduttivo della ricchezza e del successo nei confronti delle classi meno abbienti. Il Cavaliere si vestiva da casalinga e da operaio per spingere questa identificazione. Gli esperti della comunicazione dell’azienda di famiglia trasformarono uno degli uomini più ricchi e irraggiungibili d’Italia come l’idolo delle vecchiette delle case popolari e le barzellette volgarotte, le manate sul sedere e i commenti scollacciati divennero un modo per trasformare un capitalista spregiudicato e non particolarmente rispettoso del prossimo nell’amicone della porta accanto. Il successo è seduttivo per molti soprattutto quando lo si confronta con la raffica di insuccessi dell’Amministrazione di centrodestra al Governo della città e con gli atteggiamenti da inaffidabile “pierino” che caratterizzano Rapinese. In altri termini, se Corrado Passera, Moritz Mantero e il gotha della città partecipano alle iniziative e si presentano in lista con Minghetti evidentemente la candidata del centrosinistra merita la loro fiducia. La considerano alla loro altezza. È la consapevolezza di non essere alla loro altezza che infastidisce Rapinese e Ferrini? Evitino di farlo troppo notare almeno. ?

  3. Ma questo che spaccia per candidato popolare è sempre quel Rapinese che riempie le liste solo di giovani borghesotti, figli della Como bene?

  4. Rapinese più che sbraitare contro gli altri non sa fare.
    Ah no c’è la proposta di parcheggio con pannelli solari in Ticosa.
    Stupendo…
    Como ridotta a un centro commerciale con ampio parcheggio.
    Ah e ricordiamo che voleva vendere Life Electric su e-bay come ferro vecchio.
    Populismo ed egocentrismo, proprio ciò di cui Como necessita…

  5. Più che altro la Minghetti , nonostante il guru di Bonaccini , rischia di fare la figura della Borgonzoni e di sembrare sotto tutela , incapace di fare una campagna elettorale, perchè non in grado, in autonomia .

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