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Como, Terragni e Sartoris: una grande amicizia nel cuore del Razionalismo e una grande mostra con il Maarc e l’École Polytechnique Fédérale

Il racconto di un rapporto di stima e amicizia tra due figure chiave del Razionalismo che scandisce lo sviluppo di questo movimento attraverso numerosi progetti comuni come quello, mai realizzato e ancora poco studiato, del quartiere satellite di Rebbio di cui in città resta una traccia tangibile, le Case di via Anzani.

Terragni- A. Sartoris alle cave di Musso, Archives de la construction moderne

Questa è la mostra “Terragni e Sartoris a Como capitale del razionalismo italiano_1926/1943” organizzata dall’associazione culturale comasca Made in MAARC e dall’École Polytechnique Fédérale Lausanne – Archives de construction moderne,  inaugurata sabato 2 dicembre in San Pietro in Atrio e aperta fino al 31 dicembre.

A.Sartoris, G.Terragni, Quartiere satellite operaio a Rebbio, 1938. Prospettiva Da Costruzioni Casabella, 158, 1941

Un appuntamento che rappresenta la seconda puntata del progetto MAARC EXHIBITIONS inaugurato nel 2019 con la mostra dedicata al rapporto tra Terragni e Golosov e che prevede, a cadenza triennale, un’esposizione itinerante dedicata all’architettura razionalista e all’arte astratta di Como con l’obiettivo di costruire ad ogni edizione, in collaborazione con studiosi e istituti di ricerca italiani ed europei, un percorso di relazioni e confronti con analoghe esperienze artistiche del movimento moderno in Europa.

E quella di quest’anno, ottantesimo anniversario della morte di Giuseppe Terragni e venticinquesimo di quella di Alberto Sartoris, nonché decimo compleanno di Made in MAARC, non poteva non essere dedicata a questi due straordinari architetti e al legame che li ha uniti: “Terragni ha avuto in Sartoris una sponda fondamentale di fronte alle critiche, in Italia e all’estero e quest’ultimo ha contribuito a metterlo in contatto con figure come Le Corbusier – spiega Ebe Gianotti, presidente di Made in Maarc – ma il loro fu anche un rapporto di vera micizia, un rapporto umano attraverso il quale si sviluppa il movimento razionalista e nascono architetture iconiche”.

A.Sartoris, G.Terragni, Quartiere satellite operaio a Rebbio, 1938. Prospettiva su edificio a due piani. EPFL Archives de la construction moderne

La mostra, curata da Salvatore Aprea, docente di Storia dell’architettura e direttore degli Archivi d’Architettura del Politecnico di Losanna, presenterà disegni, foto, libri e lettere ma anche plastici realizzati appositamente come quello che riproduce il progetto del quartiere satellite di Rebbio, mai realizzato. Il tutto ambientato in un allestimento curato, nel progetto e nella grafica, da Giovanna Saladanna che, utilizzando i colori della palette di Alberto Sartoris, ha voluto sottolineare le diverse sezioni della mostra rendendo il percorso ancora più ricco e accattivante.

“Il tema del quartiere era molto sentito dagli architetti del tempo e quello di Rebbio meritava un focus particolare – prosegue – a lui, infatti, è dedicato non solo un grande plastico, ma anche una mostra nella mostra: una serie di fotografie che Lorenza Ceruti ha scattato alle Case di via Anzani, unico elemento di questo quartiere poi effettivamente realizzato altrove, anche se molto diverso dai progetti originali”. A Edoardo Bonacina, studente presso NABA – Nuova Accademia di Belle Arti, è stato invece affidato il compito di raccontare, attraverso la sua macchina fotografica, il quartiere di Rebbio oggi. Ma la mostra è anche l’occasione per dare vita ad una fittissima serie di eventi collaterali tra tavole rotonde, laboratori di filosofia, workshop, spettacoli di coro e danza, concerti e passeggiate fotografiche guidate proprio da Lorenza Ceruti: “Volevamo che San Pietro in Atrio diventasse un vero e proprio polo aggregatore per la città attraverso una mostra che non è per addetti ai lavori, ma riguarda tutti i cittadini – spiega Gianotti – il contesto in cui viviamo non è uno spazio neutro in cui ciò che accade non ci riguarda, tutt’altro. La costruzione della città è una cosa che dobbiamo imparare a sentire nostra, su cui dobbiamo avere un’idea e un pensiero e di cui dobbiamo interessarci iniziando a sentirci tutti ‘politici’, nel senso di ‘interessati alla polis’”

TERRAGNI E SARTORIS A COMO

CAPITALE DEL RAZIONALISMO ITALIANO_1926-1943

2-31 dicembre 2023, San Pietro in Atrio, Como

Calendario dettagliato degli eventi collaterali sulla pagina Facebook “MAARC Museo Virtuale Astrattismo Architettura Razionalista Comasca”.

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