Via acciottolata con persone in cammino, case in pietra e rocca sul colle; tavolo con cesto di tartufi e formaggio
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Gita di fine estate, è questo il borgo più suggestivo da visitare in Italia in questo periodo

Tra ottobre e i primi freddi mette insieme storia medievale, natura del Montefeltro e sapori legati al tartufo bianco pregiato. Si arriva tra le valli del Savio e del Marecchia, con le strade che salgono senza fretta e il paese che appare poco alla volta: la rocca, le case in pietra, le botteghe che nelle domeniche di fiera espongono i prodotti locali fin dal mattino. Una destinazione piccola, raccolta. Perfetta per chi cerca una giornata lenta, ma tutt’altro che vuota.

Il primo punto di riferimento, entrando a Sant’Agata Feltria, è la rocca Fregoso. Domina il borgo dall’alto e racconta il legame del paese con il Montefeltro e con le famiglie che ne hanno segnato la storia. Si vede da diversi angoli del centro ed è uno dei simboli più riconoscibili del paese. Oggi ospita anche un percorso museale dedicato al mondo delle fiabe e della letteratura per l’infanzia: una sorpresa per chi si aspetta soltanto mura, sale antiche e panorami.

Attorno alla rocca si apre il centro medievale, con salite brevi, scorci in pietra e piazzette dove il passo cambia, soprattutto nei giorni feriali, quando il rumore delle auto lascia spazio alle voci dei residenti. In autunno, con l’aria più fresca e i colori delle colline, camminare tra le vie del borgo è il modo più semplice per capire perché Sant’Agata Feltria sia considerata una tappa da non perdere nell’entroterra della provincia di Rimini. Non solo una cartolina, insomma.

Teatro Mariani, musei e fontane d’autore: le tappe culturali da non perdere

Nel cuore del paese, in piazza Garibaldi, si trova il teatro Angelo Mariani, considerato tra i più antichi teatri in legno d’Italia e ancora oggi punto fermo della vita culturale locale. È piccolo, raccolto, con un fascino che non ha bisogno di grandi spiegazioni.

Vicolo medievale in pietra con foglie d’autunno e ceste di funghi, sullo sfondo colline del Montefeltro
Un vicolo in pietra nel borgo, tra foglie d’autunno e funghi in cesta, richiama l’atmosfera di Sant’Agata Feltria nella stagione del tartufo.

Chi lo visita spesso resta colpito più dal silenzio della sala che dalle sue dimensioni. “È uno dei luoghi a cui siamo più legati”, raccontano spesso gli operatori turistici del borgo ai visitatori del fine settimana. Accanto al teatro e alla rocca Fregoso, il percorso culturale passa dal Museo delle Arti Rurali, dal Museo Archeologico e dall’Ecomuseo del Tartufo, dove si raccontano mestieri, tradizioni e rapporto con il territorio.

Ci sono poi le chiese: la collegiata di Sant’Agata Vergine e Martire, San Francesco della Rosa, Santa Chiara, San Girolamo e la chiesa della Beata Vergine delle Grazie. E poi tre fontane da cercare quasi come piccoli indizi lungo il cammino: la fontana della Chiocciola, la Luna nel Pozzo e la fontana delle Impronte della memoria. Tappe brevi, ma difficili da confondere.

Fiera del Tartufo Bianco, Formaggio di Fossa Dop e spianata santagatese

La stagione più attesa a Sant’Agata Feltria è quella della Fiera Nazionale del Tartufo Bianco Pregiato, che anima il borgo nelle domeniche di ottobre con banchi, assaggi e visitatori in arrivo da tutta la Romagna e dalle regioni vicine. Il tartufo bianco pregiato, raccolto dall’inizio dell’autunno fino ai primi mesi dell’inverno, è il prodotto simbolo del territorio. Accanto a lui si trovano anche il tartufo nero estivo, conosciuto come Scorzone, e il bianchetto o marzuolo, tipico dei mesi tra gennaio e aprile.

Nei giorni di fiera il paese cambia ritmo: a tarda mattinata le vie si riempiono, i ristoranti lavorano su più turni e il profumo del tartufo arriva prima ancora di sedersi a tavola. Ma la cucina locale non si esaurisce qui. Tra i prodotti più cercati c’è il formaggio di Fossa Dop, stagionato per almeno tre mesi in fosse scavate nella roccia arenaria, dal gusto deciso e leggermente piccante. Da provare anche la spianata santagatese, prodotto da forno semplice, spesso servito con salumi e formaggi. Pane, quasi. Ma con una sua identità precisa.

Sentieri, Bosco di Badia Mont’Ercole e consigli per una gita fuori porta

Chi sceglie Sant’Agata Feltria per una giornata d’autunno può unire alla visita del borgo una passeggiata sui sentieri attorno al paese, tra percorsi adatti al trekking, alla bici e, per chi preferisce la strada, anche alla moto. Una delle mete naturalistiche più note è il Bosco di Badia Mont’Ercole, riconosciuto come Sito di Interesse Comunitario, dove il paesaggio conserva un carattere più appartato rispetto alle località costiere della provincia di Rimini.

Per organizzare bene la visita conviene partire al mattino, soprattutto nelle domeniche della Fiera del Tartufo Bianco, quando parcheggi e ristoranti tendono a riempirsi già prima di pranzo. Scarpe comode, una giacca leggera e un po’ di tempo libero: basta questo per muoversi tra rocca, musei, botteghe e sentieri senza trasformare la gita in una corsa. In inverno, poi, il borgo richiama di nuovo visitatori con Il Paese del Natale, tra mercatini e luminarie. Un altro volto di Sant’Agata Feltria, più festoso, ma sempre legato alla sua misura di paese dell’Appennino romagnolo.

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