Suscita polemica il video in cui il sindaco di Como Alessandro Rapinese e la vice nonché assessore alle Politiche educative, Nicoletta Roperto, sono riusciti ad affermare che la colpa del caos sul futuro della scuola Corridoni e sulle relative iscrizioni sarebbe colpa dei vertici scolastici. Oggi una replica arriva dal referente scuole del Pd, Francesco Finizio.
Di seguito la nota.
Apprendiamo che il Sindaco e l’assessora hanno accusato i vertici scolastici della Corridoni di aver “illuso” i bambini e le loro famiglie. Lo hanno fatto con un video social di 35 minuti (!) su quel profilo che sappiamo essere unico organo di stampa affidabile e soprattutto plurale della città anche se noi e altri tre quarti della città non lo possiamo vedere perché bloccati.
Un copione già visto quello di dividere il mondo in “buoni” e “cattivi” e trovare “nemici” da combattere: al lungo elenco manca l’invasione delle cavallette, gli alieni e chissà cos’altro… Un nemico al giorno e il gioco di “mischiare le carte” e “ribaltare la frittata” è fatto.
La dirigente scolastica non aveva alcuna ragione per rifiutare le iscrizioni, la scuola ha agito nella piena legalità, rispettando le autorizzazioni ministeriali del 2025 per le nuove prime classi.
La verità è solo questa: il Comune non ha mosso un dito per accogliere altrove gli alunni della Corridoni per garantire loro un adeguato livello didattico ed educativo. Dove sono i lavori da 2 milioni di euro annunciati per la Foscolo? E la previsione dell’intervento di 5 milioni per via Fiume? I 2 milioni per la Foscolo non sono stati spesi e non esiste alcun progetto, i 5 milioni promessi per la scuola di via Fiume sono rimasti tali, ovvero promesse. Promesse fondate sul nulla, tanto che domani il Consiglio comunale li cancellerà dal programma delle opere pubbliche. Quindi, per incompetenza e inerzia di questa amministrazione, nessun lavoro ma solo i soliti annunci propagandistici a cui questa giunta ci ha abituato.
Ricordo che alla Corridoni ci sono stati interventi di rifacimento degli interni e del tetto. Manca la facciata che, guarda caso, volutamente, il Comune ha lasciato incompiuta, bloccando, di fatto, un cantiere già esistente. La Corridoni è quindi perfettamente in grado di accogliere gli studenti mentre non lo sono gli altri plessi che dovrebbero accogliere i bambini della Corridoni. Chiudere una scuola funzionante e frequentata (200 bambini circa), con bassi costi di gestione, per demolirla poco dopo la ristrutturazione (interna e del tetto) al fine di costruire un autosilo è un chiaro esempio di cattiva amministrazione.
La Como che vogliamo è a misura di famiglie con scuole vive e partecipate come la Corridoni che, con noi al governo della città, non sarà un autosilo, ma resterà una scuola.
