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Dopo il corteo a Como nuova durissima presa di posizione: “No remigrazione, no riconquista. Il sindaco prenda posizione”

Encora in primo piano l’onda delle reazioni seguite alla manifestazione di sabato a Como organizzata dal Comitato Remigrazione e Riconquista (qui la cronaca). Stamane la dura presa di posizione di Rifondazione Comunista/Sinistra Europea: A Como corteo e striscioni per la remigrazione: “Deliranti, i fasci nostrani forti coi deboli e deboli coi forti”.

Ora arriva un nuovo intervento firmato da: Cgil, Acli, Anpi, Arci, Auser, Avs, Csf, M5s, Pd (primi sottoscrittori). Eccolo:

No remigrazione, no riconquista. Il sindaco prenda posizione

Le associazioni firmatarie esprimono una netta condanna per la manifestazione promossa sabato 22 agosto sul lungolago dal Comitato “Remigrazione e riconquista” e per i contenuti con cui è stata accompagnata.

Descrivere Como come una città da “riconquistare”, parlare di quartieri trasformati in “no-go zone” e indicare nell’immigrazione la causa dei problemi della nostra comunità significa alimentare paura, divisioni e contrapposizioni, invece di affrontare seriamente le questioni della sicurezza, del disagio sociale, del lavoro e della convivenza.

Contestiamo soprattutto il merito della proposta. La cosiddetta “remigrazione” introduce l’idea che persone che vivono nel nostro Paese possano essere considerate un problema per il semplice fatto di avere un’origine diversa. È una visione della società che respingiamo.

Ogni giorno anche a Como persone di origini diverse contribuiscono alla vita della comunità dando anche sostegno alla nostra economia, ai servizi, alla cura delle persone. I problemi che dobbiamo affrontare sono altri: lavoro povero e precario, difficoltà ad avere una casa, carenza di servizi, illegalità, sfruttamento, insicurezza sul lavoro e crescente disuguaglianza. Problemi che riguardano italiani e stranieri e che non si risolvono mettendoli gli uni contro gli altri.

Per queste ragioni chiediamo anche alla Città di Como, al Sindaco e all’Amministrazione comunale di prendere pubblicamente posizione.

Riteniamo che davanti a parole e iniziative che alimentano discriminazione e divisione non sia sufficiente il silenzio. Como deve ribadire con chiarezza di riconoscersi nei principi democratici, antifascisti, di uguaglianza e di dignità della persona sanciti dalla Costituzione.

La nostra città non appartiene a qualcuno più che ad altri e non deve essere “riconquistata”. È la città di chi ci è nato e di chi l’ha scelta, di chi ci vive, lavora, studia, cresce i propri figli, di chiunque la abiti e contribuisce ogni giorno alla comunità.

Difendere la sicurezza e la legalità fondate, sulla piena attuazione del dettato costituzionale, è necessario. Trasformare persone e comunità nel nemico è un’altra cosa.

Su questo crediamo che Como debba avere una voce chiara. 

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