Il quarto punto all’ordine del giorno del prossimo consiglio comunale di Figino Serenza – fissato per il 18 maggio – recita “Revoca del conferimento della cittadinanza onoraria a Benito Mussolini”.

Non è il primo caso in Italia, visto che numerosi comuni stanno facendo lo stesso, ovvero stanno votando l’eliminazione della cittadinanza onoraria a Mussolini, conferita durante il regime fascista.
Tra i casi recenti figurano Riva del Garda, Salò, Riccione e Carpi.

In ognuna di queste situazioni, tale atto è stato considerato come un gesto simbolico e storico per prendere le distanze dai principi del regime.
Lo stesso spirito sembra animare la giunta guidata dal sindaco Stefano Tomaselli (lista civica di centro-sinistra). “Mi sorprende il clamore destato dalla decisione di revocare la cittadinanza a Benito Mussolini, in concomitanza della ricorrenza del 25 Aprile. Non siamo né il primo Comune italiano a farlo, né saremo l’ultimo. Non strappiamo pagine dai libri di storia, non rinneghiamo quello che è stato, ma ci dissociamo da pensieri e da ideologie che sono stati storicamente riconosciuti come fallimentari. È una scelta politica, è una scelta simbolica, è una scelta necessaria”.

Primo cittadino che risponde inoltre alle accuse di Matteo Mauri capogruppo di minoranza del gruppo consiliare “Moscatelli sindaco” di Figino Serenza. “Mentre i cittadini convivono ogni giorno con problemi concreti e irrisolti, la priorità dell’amministrazione Tomaselli sembra essere la revoca della cittadinanza onoraria a Benito Mussolini. La storia, nel bene e nel male, non si cancella: si conosce, si studia e si ricorda, anche per non ripetere gli errori del passato”.
E poi l’attacco finale. “Evidentemente, per questa Amministrazione è più importante tentare di cancellare simbolicamente una pagina della storia del Paese piuttosto che amministrare con trasparenza, serietà e nell’interesse del bene comune dei cittadini figinesi”
Chiara la risposta del sindaco. “I 4 punti evidenziati dalla minoranza di presunta malagestione sono solo strumento utile a trovare un aggancio per alimentare sterile polemica, peraltro non suffragata dai fatti, per spostare l’attenzione su altra tematica. Che entrino nel merito della questione che l’amministrazione ha posto. Se il provvedimento che si intende adottare non va bene, ci dicano perché. Troppo facile distrarre l’attenzione su altro”.