Il 18 settembre a Como Erone ETS presenta e premia le opere degli studenti Setificio Paolo Carcano. Alberto Vannelli: «Il cancro non è la malattia dei giovani, ma è come viviamo da giovani che costruiamo la nostra salute da adulti».
Venerdì 18 settembre, negli spazi di The Art Company Como, le opere realizzate dai ragazzi della classe 3LA2 del Liceo Artistico dell’I.S.I.S. Paolo Carcano usciranno dalla scuola per incontrare la città. Pittura, scultura e fotografia sono gli strumenti scelti per “Elogio dell’albero”, il progetto con cui Erone ETS ha trasformato la prevenzione da lezione da ascoltare a esperienza da costruire.
Il punto di partenza è apparentemente semplice: se vogliamo che la prevenzione accompagni una persona per tutta la vita, dobbiamo cominciare a costruirla quando si è ancora giovani e la malattia sembra lontanissima. Ma farlo significa anche trovare un linguaggio capace di coinvolgere, non soltanto di informare.
È da questa idea che nasce “Io sono me più il mio ambiente”, il progetto di Erone che prende in prestito da José Ortega y Gasset un’intuizione oggi particolarmente attuale: non possiamo pensare all’individuo separandolo dall’ambiente nel quale vive. E proprio l’ambiente diventa il terreno sul quale far incontrare educazione, salute e prevenzione oncologica. Quasi ottocento anni fa, Francesco d’Assisi aveva raccontato nel Cantico delle creature un uomo che non vive separato dalla natura, ma dentro di essa. Nel 1976 Seveso ci ha mostrato il volto opposto e drammaticamente moderno dello stesso rapporto: ciò che immettiamo nell’ambiente può tornare dentro di noi. La diossina diventata un simbolo, è oggi classificata dalla IARC come cancerogena per l’uomo.
Oggi riusciamo anche a misurare almeno una parte di questo rapporto. Nel 2025 in Italia sono state stimate circa 390.000 nuove diagnosi di tumore. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità e IARC il 37% dei nuovi casi nel mondo è riconducibile a cause prevenibili: tabacco, alcol, eccesso di peso, inattività fisica, inquinamento atmosferico, radiazioni ultraviolette, esposizioni professionali e alcune infezioni. L’ambiente, quindi, non è soltanto ciò che vediamo fuori dalla finestra. È anche ciò che respiriamo, mangiamo, incontriamo nei luoghi nei quali viviamo e lavoriamo e, attraverso i nostri comportamenti e le nostre esposizioni, ciò che finisce per interagire con il nostro organismo.

«Il cancro non è la malattia dei giovani – spiega Alberto Vannelli, presidente di Erone ETS – ed è proprio questo il punto. Se aspettiamo l’età nella quale il rischio oncologico diventa percepibile per parlare di prevenzione, abbiamo perso una parte importante della nostra occasione. È soprattutto dall’ambiente nel quale viviamo e, più in generale, dai comportamenti che impariamo da giovani che contribuiamo a costruire la nostra salute da adulti. I tumori del colon-retto di cui mi occupo da anni sono un esempio particolarmente efficace. In Italia si registrano quasi 49.000 nuove diagnosi ogni anno e una parte importante del rischio è legata a fattori modificabili, dall’alimentazione al peso corporeo, dall’attività fisica al fumo e all’alcol. E c’è un dato che rende ancora più importante cominciare a parlare di prevenzione presto: mentre la mortalità per questo tumore diminuisce nelle fasce d’età più avanzate, tra i 25 e i 49 anni è emerso negli ultimi anni un preoccupante segnale in controtendenza. È una delle ragioni per cui insegnare la prevenzione quando ci si sente ancora lontanissimi dalla malattia non è affatto prematuro».
Da qui una scelta precisa: non spiegare ai ragazzi come rappresentare la malattia, ma guidarli nella ricerca di un modo per raccontare il rapporto tra ambiente, tumore e prevenzione. Nessuna lezione di anatomia da tradurre in immagini. Gli studenti hanno potuto scegliere il proprio linguaggio e trasformare conoscenze, domande ed emozioni in opere.
A seguirli durante il percorso sono stati Antonella Corbisiero, Davide Mineo, Marcella Romanò e Giuseppe Vigliotti. Il luogo scelto per presentare il risultato non è casuale: le opere arriveranno a The Art Company proprio durante i giorni di “Hortus [in]conclusus”, la mostra inaugurata l’11 settembre e curata da Dalila Rosa Micieli. Corbisiero e Vigliotti sono anche tra gli artisti protagonisti dell’esposizione. Il 18 settembre, quindi, per una sera saranno gli artisti a lasciare idealmente il proprio spazio ai ragazzi.
«Quando iniziammo oltre 10 anni fa – racconta Vannelli – fummo buoni profeti nell’annunciare il cambiamento del paradigma di cura con il binomio arte e salute; poteva sembrare quasi una provocazione, l’idea era invece che la cura non potesse esaurirsi nella diagnosi, nel farmaco o nell’ospedale. L’esperienza di oltre dieci anni nella chirurgia del colon-retto all’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano mi ha fatto capire che dovevamo cominciare a occuparci della persona prima che diventasse paziente».
Una visione che nel 2026 ha portato a una significativa convergenza istituzionale tra Ministero della Salute e Ministero della Cultura, ponendo al centro dell’attenzione il ruolo della cultura e delle attività artistiche nella promozione della salute e del benessere psicofisico.
Non significa trasformare un’opera d’arte in un farmaco, ma allargare il perimetro nel quale costruiamo salute molto prima di entrare in un ospedale; è forse questa la parte più interessante di un progetto che ad oggi rappresenta l’unico esempio in Italia. Durante la serata interverranno lo storico e critico d’arte Luigi Cavadini e Gianluca Mandanici, dirigente scolastico dell’I.S.I.S. Paolo Carcano.
Il titolo scelto per la serata, Elogio dell’albero, acquista così un significato ulteriore: un albero racconta l’ambiente, certamente, ma racconta anche qualcosa che si costruisce lentamente e i cui risultati diventano visibili soltanto con il tempo; un po’ come la prevenzione.
Ingresso libero con aperitivo e musica live del Trio Moon&Light. Per informazioni contattate la segreteria di Erone ETS: 3914948157.

