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Punti di vista

“Dalla finestra di quella scuola non sono volati solo mobili ma la serena convivenza di una comunità”

Continuano ad arrivare lettere e interventi sul clamoroso caso della scuola primaria Corridoni, che il sindaco di Como Alessandro Rapinese intende abbattere a favore di un nuovo autosilo. Di seguito, l’opinione dell’ex consigliere comunale Luigi Ciullo.

Apprendo che il casus belli della demolizione della Scuola Corridoni è giunto nuovamente sulla scrivania del Ministro grazie a due Interrogazioni, rispettivamente del Partito Democratico e di Forza Italia. Come comasco ed ex amministratore mi sento umiliato nel riscontrare gli effetti istituzionali della deriva populista del governo locale della mia città, la cui fallace discrezionalità origina dall’incapacità della Giunta Rapinese di fare di necessità virtù attraverso una seria programmazione anziché continua demagogia da quattro soldi.

Detto altrimenti, il governo locale, dedito alla propaganda e alla polemica senza saper garantire per tempo quattro aule sostitutive per un trasferimento privo di alcun senso scolastico e valida ragione urbanistica, merita tutto il nostro biasimo.

Insieme alle suppellettili della scuola, il Sig. Rapinese ha gettato dalla finestra i presupposti per lo sviluppo della comunità locale in serena convivenza, seminando al loro posto il germe dell’intolleranza contro chiunque abbia buone ragioni per difendere sé stesso dal sopruso dettato dalla convenienza di qualcuno contro qualcun altro.

Dal ricco Comune di Como per importante e anomalo avanzo di amministrazione ci si aspetta la capacità di amministrare l’esistente con l’intelligenza di un buon padre di famiglia e con la capacità di pianificare gli investimenti di un discreto dirigente d’azienda. L’attuale Giunta, viceversa, si comporta come il figlio ingrato il cui risentimento e il cui bisogno disperato di affermazione personale alienano ogni azione coerente per essere accettato e benvoluto. Accecati dagli interessi contingenti e a senso unico del momento, gli attuali amministratori hanno del tutto smarrito il senso dell’equilibrio che il governo di una comunità comporta nel garantire lo sviluppo senza gettare alle ortiche le conquiste sociali e urbanistiche di decenni.

Dopo la rinuncia alle piscine, ai nuovi parcheggi, al campo da rugby, ai finanziamenti europei, ai bisogni dei disabili; dopo le ripicche dei divieti e delle sanzioni, dei cantieri eterni, delle scuole e delle associazioni da chiudersi, dell’incuria del verde e del degrado persistente, la diaspora dei bambini della Corridoni rappresenta soltanto la punta dell’iceberg della gestione del potere tanto autoreferenziale quanto inconcludente. Ricorderemo la sola utilità di questo mandato come esempio e monito di quanto occorra evitare per il futuro.

Luigi Ciullo, ex consigliere comunale di centro-sinistra in Como

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