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Punti di vista

“La mia famiglia, i figli alla Corridoni: stiamo sperimentando il più alto livello di mala amministrazione possibile”

Sull’incredibile vicenda dello sgombero forzato della scuola Corridoni, con il trasferimento dei ragazzi nelle aule approntate in fretta e furia in via Fiume (a dispetto degli allarmi su sicurezza e reale agibilità dei locali in questione), riceviamo e volentieri pubblichiamo

Gentile redazione,

mi chiamo Adriano Oda e sono padre di tre bambini che frequentano l’I.C. Como Borgovico, di cui due presso la Corridoni. Oggi è domenica 30/08 e mi sveglio con un sentimento tra la rabbia e la frustrazione per la situazione che stiamo vivendo in queste ultime ore prima dell’avvio dell’anno scolastico e sento la necessità di scrivere queste righe per far capire, in primis al sindaco ed all’assessore per le politiche giovanili, poi ai vari commentatori da social, qual è la situazione in cui siamo stati messi.

Nella peggiore delle ipotesi, da lunedì 14/09 io e mia moglie ci potremmo trovare nella situazione di dover portare una figlia alla Raschi e gli altri due in una combinazione casuale tra via Perti, via Fiume e Tavernola, il tutto prima di fare il percorso a ritroso per recarci al lavoro. E se non dovesse succedere a noi, potrebbe succedere ad altri, perché di fratelli e sorelle che frequentano lo stesso istituto ce ne sono parecchi. E tutto questo da organizzare in meno di due settimane perché, ad ora, informazioni sulla frequenza dei nostri figli, non ce ne sono.

Da genitore, cittadino ed elettore, ritengo che quello che sta succedendo sia il più alto livello di mala amministrazione che si possa sperimentare.

Un sindaco ed un assessore che pensano che il loro dovere si fermi ad una delibera, è incomprensibile. Dimostra una mancanza di competenze che in qualsiasi altra occupazione potrebbe portare alla cessazione del rapporto di lavoro. Non può scoprire da altre istituzioni, a luglio, che l’elenco delle aule in cui trasferire i bambini lo debba fornire lui e fare l’eroe partecipando allo sgombero il 29 di agosto.

Uno dei suoi doveri è la razionalizzazione dei servizi, ma tra questi c’è anche la garanzia degli stessi. In questa situazione, per me, il servizio pubblico viene a mancare. In altre realtà virtuose, anche a pochi chilometri da noi, la chiusura degli istituti è stata posteriore alle ristrutturazioni degli edifici che avrebbero dovuto accogliere TUTTI i bambini e gli spostamenti sono stati garantiti con la fornitura di servizi scuolabus. Non è normale che l’idea di un trasporto collettivo debba nascere sulla chat del nostro gruppo classe, doveva essere una proposta strutturata fatta dall’amministrazione.

La mancanza di un progetto da parte dell’amministrazione non rende possibile a me e mia moglie di progettare la nostra gestione famigliare e dal mio punto di vista è un disservizio enorme. Via Fiume è nelle parole del primo cittadino già da ottobre 2025, perché non ha costruito e condiviso un progetto su questo? Perché l’anno scolastico 2025/26 non è stato utilizzato per la ristrutturazione dello stabile, l’organizzazione di un servizio di trasporto (anche con il contributo delle famiglie) ed una comunicazione a gennaio dei locali alla direzione di via Borgovico? Aveva paura di perdere un eventuale ricorso trovandosi la scuola di destinazione a 3,4 km (come percorso più breve in auto da Google Maps)? Se dichiarare più volte di spostare i bambini in una scuola satura a 450 m a piedi era una strategia, con la consapevolezza di non averne la possibilità, la dice lunga sul rispetto della nostra amministrazione verso i suoi cittadini.

Detto questo, se l’amministrazione fosse stata capace di progettare la cosa ed io e mia moglie, oggi, avessimo coscienza della destinazione dei nostri figli, saremmo contenti? Probabilmente no, perché la scelta di una scuola in parte è per comodità, ma è anche la scelta di una proposta didattica, spesso verticale, che per alcuni aspetti è resa possibile solo mettendo i bambini nella condizione di raggiungere la secondaria (ad esempio per usufruire della piscina, dei campi da tennis e delle aule musicali) o l’infanzia a piedi e dalla possibilità di usufruire di spazi interni adibiti a laboratori, biblioteche, didattica differenziata. La Corridoni, con le sue maestre e maestri, lì dov’è, è un elemento di continuità importante nella formazione dei nostri figli. Un servizio impagabile. La Corridoni da un’altra parte, ancor più se smembrata, non sarà la stessa scuola che nella nostra progettualità famigliare abbiamo scelto per i nostri figli. Quindi, no, non saremmo stati contenti ma nostro malgrado avremmo capito le esigenze di razionalizzazione dell’amministrazione ci saremmo adeguati, riprogettando.

Non mi aspetto una risposta a queste parole, perché non ho la fiducia che qualcuno degli interessati sia in grado di rispondere con argomentazioni alla questione, perché per un anno quello che ho visto sono stati solo appellativi dispregiativi, insulti e aggressività. Questa lettera, però, vuole spostare la narrazione che viene fatta di noi famiglie, quella di pecorelle guidate dalle opposizioni che sì, sono salite sul carro di questo malcontento per fare quello che il sindaco fa dalla sua parte, cioè politica. Un malcontento esiste, e nasce dal basso, perché nella situazione come la nostra si trovano le famiglie di altri 200 bambini circa.
Nella speranza che la situazione si risolva al meglio, porgo i miei saluti.
Adriano Oda

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