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Sanità

Il lato oscuro della sanità in Lombardia: 21.358 ricoveri programmati e mai effettuati. Le cifre delle Ats

Le liste d’attesa interminabili nella sanità lombarda non sono più solo una questione di agende intasate o di intoppi burocratici. Siamo di fronte al sintomo di una crisi strutturale profonda: il sistema sanitario regionale non riesce più a garantire il diritto fondamentale alla salute dei suoi cittadini. A lanciare l’allarme sono UIL Lombardia e UIL FP Lombardia, che analizzano con preoccupazione gli effetti della recente delibera regionale sul Piano Operativo Liste di Attesa.

Se da un lato il provvedimento della Regione prova a rispondere a un’esigenza reale, dall’altro deve fare i conti con un “passato” pesante che blocca il presente. I dati aggiornati al 1° gennaio 2026 parlano chiaro: la Lombardia si trascina dietro ben 21.358 ricoveri programmati e mai effettuati, che risalgono addirittura agli anni 2022 e 2023.

Il fattore umano dietro i numeri della sanità lombarda

“Dietro questi numeri ci sono persone in carne e ossa che aspettano cure e interventi chirurgici necessari – evidenzia con forza Salvatore Monteduro, Segretario Confederale UIL Lombardia – Un arretrato di questa portata va smaltito seguendo criteri clinici rigorosi e la massima trasparenza. La domanda però sorge spontanea: con quali professionisti e con quale capacità organizzativa la Regione pensa di farcela? C’è bisogno di monitorare il territorio, capire quanti volumi sono stati assegnati e quanti realmente erogati, individuando dove le prestazioni continuano ad avere tempi incompatibili con la vita dei cittadini”.

Un’analisi geografica del fenomeno (i cui dati completi sono riportati nella tabella in fondo all’articolo) mostra chiaramente come la crisi non sia omogenea: l’ATS Città Metropolitana di Milano registra la situazione più critica con ben 8.420 ricoveri da recuperare, seguita da ATS Insubria (4.551) e ATS Brianza (2.779). Al contrario, territori come ATS Montagna e ATS Val Padana sono vicini all’azzeramento dell’arretrato.

Personale sanitario al collasso: lo straordinario non è la soluzione

Il punto centrale della contestazione mossa da UIL e UIL FP riguarda le modalità scelte per l’abbattimento delle liste d’attesa. La Regione punta quasi tutto sull’aumento della produttività del personale, chiedendo a medici e infermieri turni aggiuntivi, straordinari e aperture prolungate degli ambulatori.

“Medici, infermieri, tecnici e personale amministrativo stanno già lavorando oltre ogni limite tollerabile – sottolinea Daniele Ballabio, Segretario Generale UIL FP Lombardia – Non si guarisce la sanità chiedendo semplicemente di fare più prestazioni a chi è già stremato. Gli operatori sanitari non sono una risorsa infinita. Se mancano i professionisti e se il lavoro pubblico perde attrattività, il Piano della Regione rimarrà soltanto un bell’obiettivo sulla carta”.

Secondo Ballabio, per ridurre davvero i tempi di attesa serve l’esatto contrario: “Dobbiamo mettere chi lavora negli ospedali nelle condizioni di farlo bene, il che significa organici adeguati, turni sostenibili, reale valorizzazione della professione e sicurezza sul posto di lavoro”.

Le 3 proposte sindacali per salvare il sistema sanitario lombardo

Per invertire la rotta ed evitare il collasso del sistema, UIL e UIL FP Lombardia indicano tre condizioni essenziali e non negoziabili:

  1. Trasparenza totale delle agende di prenotazione: Qualsiasi slot disponibile (sia nel pubblico che nel privato convenzionato) deve essere visibile e prenotabile direttamente sui canali regionali, tutelando la continuità assistenziale dei pazienti già in carico.

  2. Monitoraggio reale sul territorio: ATS e ASST hanno il dovere di pubblicare dati chiari sui volumi di prestazioni assegnati ed effettivamente erogati, esercitando un controllo stringente anche sulle strutture private accreditate.

  3. Piano straordinario di assunzioni della sanità: Senza un potenziamento strutturale e stabile degli organici (medici, infermieri, OSS e amministrativi), nessuna riforma della sanità potrà reggere nel lungo periodo.

La Lombardia si trova davanti a un bivio cruciale. “Il Piano Operativo serve, perché i cittadini non possono più aspettare, ma sia chiaro che non basta”, conclude Monteduro. “La Regione deve scegliere se continuare a rincorrere l’emergenza con soluzioni tampone o se investire strutturalmente sulla tenuta della sanità pubblica. Abbattere le liste d’attesa significa difendere il diritto alla salute dei lombardi, ma anche rispettare il lavoro di chi quel diritto lo garantisce ogni giorno in corsia”.

Tabella: Ricoveri da recuperare in Lombardia per ATS (Anni 2022-2023)

Di seguito il report dettagliato delle prestazioni chirurgiche e dei ricoveri programmati negli anni 2022 e 2023 non ancora erogati sia dalle strutture pubbliche sia dai privati accreditati sul territorio regionale lombardo.

Territorio ATS Ricoveri 2022 da recuperare Ricoveri 2023 da recuperare Totale Arretrato (2022-2023)
ATS Città Metropolitana di Milano 1.725 6.695 8.420
ATS Insubria 694 3.857 4.551
ATS Brianza 692 2.087 2.779
ATS Bergamo 764 1.395 2.159
ATS Pavia 762 1.038 1.800
ATS Brescia 78 1.550 1.628
ATS Montagna 0 19 19
ATS Val Padana 0 2 2
TOTALE LOMBARDIA 4.715 16.643 21.358
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