Continua a suscitare eco e reazioni la decisione del Tar di respingere il ricorso delle famiglie che speravano di poter mantenere aperta la scuola primaria di Ponte Chiasso.
Il verdetto favorevole al Comune, che invece come noto vuole chiudere e chiuderà la struttura, ha suscitato grande tristezza tra genitori, docenti, dirigente scolastica (qui la testimonianza proprio di Maria Cristelli) e anche tra chi si è battuto al fianco delle scuole.
Tra questi il presidente dell’associazione Nova Como, Vincenzo Falanga, che ha usato parole dure per commentare l’esito della vicenda e soprattutto le decisioni del sindaco Alessandro Rapinese. Di seguito, le sue parole.
Il Sindaco parla di vittoria dopo la sentenza del Tar. Ma l’unica vittoria che oggi vediamo certificata è quella di un Sindaco contro i propri cittadini.
Le uniche certezze che abbiamo è che ha vinto un ricorso, ma ha anche completamente perso il rapporto con il territorio, con le famiglie, con i quartieri e con l’identità stessa di una città.
La sensazione sempre più forte è che questa amministrazione non abbia alcuna intenzione di costruire una città viva, fatta di persone, famiglie, giovani e quartieri valorizzati. Al contrario, si sta trasformando Como in un luogo dove si dorme e basta, una città sempre più svuotata della propria anima e della propria identità.
Se un quartiere perde la sua scuola, perde una parte della propria identità. E quando una città smette di investire nei suoi quartieri e nelle sue comunità, rischia lentamente di spegnersi.