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Attualità, scuola

Como, addio alla scuola del quartiere diverso da tutti. La dirigente: “Oggi i bambini piangevano”. Il presidente: “Rimasti malissimo, la vicesindaca è nata qui”

“Oggi i bambini piangevano e spiegargli cosa sta succedendo non è facile, perché loro vivono tutto con una sensibilità che, forse, noi adulti abbiamo dimenticato”.

Queste sono le parole, cariche di dispiacere, della dirigente dell’Istituto Comprensivo Como Nord Maria Cristelli.

Perché dopo le reazioni politiche bipartisan, con le dichiarazioni fatte nelle ultime ore dagli esponenti del Pd e di Fratelli d’Italia alla notizia della decisione presa dal Tar di bocciare il ricorso fatto dai genitori contro la chiusura della primaria De Calboli di Ponte Chiasso (qui tutta la cronaca), la voce più significativa è sicuramente quella di chi la scuola la vive – e la tiene via – tutti i giorni.

“Siamo ovviamente delusi perché ci aspettavamo un esito diverso, anche perché ora la situazione è quella di un azzeramento completo delle istituzioni scolastiche in un quartiere delicato e complesso (il riferimento è alla chiusura anche della materna, deciso dall’amministrazione Rapinese nel 2023, Ndr) – aggiunge la dirigente – per capire l’importanza di questa scuola per le famiglie che vivono qui, basterebbe guardare le attività estive che organizziamo, sempre piene, o il successo delle attività organizzate dalla biblioteca di quartiere appena inaugurata, con corsi di teatro, incontri con gli autori, eventi, fino alla festa che abbiamo organizzato per il 30 maggio, che parte proprio dalla primaria per fare rete e coinvolgere molte altre realtà del quartiere”.

E ora? “Ci sarà un incontro con il Provveditore, ma non spetta a me decidere cosa fare. Io mi concentro sul mio lavoro che è quello di continuare a offrire, finché sarà possibile, servizi adeguati ai nostri alunni e alle famiglie, soprattutto a chi ha meno possibilità”.

“Siamo molto rammaricati perché non è stata capita la reale necessità del quartiere che ora, con la chiusura della scuola primaria, ma anche della biblioteca di quartiere con tutti gli appuntamenti e i servizi che offriva, avrà un ulteriore problema avendo perso quello che, a tutti gli effetti, era davvero un ultimo baluardo per la comunità – le fa eco Mirko Grisoni, presidente del Consiglio d’Istituto – ovviamente il Tribunale non può conoscere la situazione del quartiere e il lavoro che questa scuola sta facendo anche con altre realtà e a nostro sfavore hanno probabilmente giocato i numeri, anche se gli iscritti alla prima sono comunque una sessantina. L’errore però è stato fatto dall’amministrazione comunale, che invece conosce bene le difficoltà e le esigenze di questa zona. In particolare siamo rimasti malissimo per l’atteggiamento della vicesindaca, e assessore alle Politiche Educative, Nicoletta Roperto, che è nata e cresciuta proprio qui”.

“Adesso probabilmente i nuovi iscritti verranno ricollocati nelle altre primarie dell’Istituto Comprensivo (la primaria di Monte Olimpino e quella di Sagnino, Ndr), ma si perderà tutto il lavoro fatto finora sia dalla scuola che dall’Associazione Genitori per tenerla viva con servizi essenziali per le famiglie come il doposcuola, la biblioteca, gli eventi – conclude – per salvare la primaria e mantenere la sua presenza vitale per il quartiere avevamo anche proposto all’amministrazione di spostare qui la materna, invece di chiuderla per poi riaprila temporaneamente per sopperire a un’altra chiusura decisa in fretta e furia da questa amministrazione, quella della materna di via Amoretti a Monte Olimpino (chiusa dal 2023 per lavori di ristrutturazione non ancora ultimati nonostante la consegna prevista per l’estate 2024, Ndr). La creazione di un unico plesso scolastico nel quartiere ci sembrava la soluzione ottimale per continuare a offrire un servizio alla comunità, ma si sa che se le idee arrivano da altri non vengono neanche valutate dal sindaco, anche se probabilmente valide, quindi non se ne è fatto nulla. Ora avremo a breve il consiglio d’Istituto per capire il da farsi, ma temo non resti che prendere atto di questa decisione”.

E, alla luce di questa notizia, suona malinconico il titolo della Festa di Primavera in programma, come ricordava la dirigente, per tutta la giornata di sabato 30 marzo dalle 10.30 in diversi luoghi del quartiere, dalla Casa della Giovane alla materna, fino proprio alla primaria De Calboli.

“Ponte Chiasso sboccia”, è infatti il titolo sulla locandina che racconta di letture animate, laboratori artistici, giochi e solidarietà organizzati, a più mani, dall’Istituto Comprensivo, dall’Associazione Genitori, dalla Casa della Giovane, dall’associazione Famiglie in cammino-A voce Alta Como e dagli scout CNGEI Sezione di Como. Uno sbocciare che, oggi, diventa ancora più complicato.

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