Il tempo dei sorrisi, vedi foto di copertina, è bello sepolto. Dopo il salvataggio, con sospensiva, della scuola Corridoni è arrivata la replica fiume del sindaco di Como, Alessandro Rapinese (la trovate qui). Nei vari passaggi, che non hanno risparmiato nessuno, il sindaco ha ribadito due volte un concetto a proposito del documento con cui era stato sancito l’addio all’istituto chiamando in causa l’assessore regionale comasco Alessandro Fermi:
C’è un atto, un documento che ha chiuso la scuola di via Sinigaglia, un atto, un documento, uno soltanto, quello efficace, la norma di Eliminazione 12, 52 e 25, seduta dal 27 e 10 del 2025, c’era la Lega? L’ha votato la Lega? Sembra di sì, c’era Fermi che l’ha votato, la chiusura della scuola Sinigaglia è passata attraverso tre gradi di approvazione, Comune di Como, Provincia di Como e Regione, tutti potevano modificare, questo il Tar l’ha detto benissimo.
E ancora:
La Locatelli non sa che Alessandro Fermi ha votato quel documento che chiudeva quella scuola, questo è per farvi capire con chi competo io, non è neanche bello vincere con gente così.
A strettissimo giro è arrivata la durissima replica dell’interessato che smentisce nettamente la ricostruzione del sindaco.
Sono molto felice per tutti i bambini e per le loro famiglie. Senza proclami e senza annunci sui social ho sempre seguito la vicenda, rapportandomi con il ministro Valditara, la dirigente regionale Luciana Volta e l’Avvocatura di Stato, per fornire risposte concrete ai genitori. Per ora dunque tiriamo un sospiro di sollievo: i bambini della Corridoni saranno contenti di poter rimanere nella loro scuola.
Per l’ennesima volta vorrei chiarire a chi impartisce lezioni attraverso video sui social, che Regione Lombardia non ha competenza diretta, ma può solo limitarsi a prendere atto di quanto deciso dai Comuni. Ormai pare assodato che ad ogni mancanza il sindaco risponda scaricando le colpe su qualcun altro. Forse Rapinese invece di attaccare i partiti dovrebbe imparare a ‘fare politica’, che significa anche ascoltare, dialogare e chiedere aiuto.
Perché per quanto lui possa continuare a insultare tutti i politici, ‘fare politica’ e quindi amministrare la città è ciò per cui è stato eletto. A quanto mi risulta, per il Polo dell’infanzia di via Longhena il Ministero ha messo a disposizione più di 3 milioni di euro. Non sono state inviate candidature, invece, per il bando antincendio o per la messa in sicurezza di altri plessi scolastici comaschi. Solo per fare un esempio, il Comune di Novara, attraverso ha avuto finanziamenti per oltre 10 milioni di euro per le scuole. Ma forse il sindaco di Como tra un video e l’altro non ha avuto tempo per leggere i bandi o per confrontarsi con chi, nella sua testa, ne sa meno di lui. E i risultati sono sotto gli occhi di tutti: una città sempre più isolata. E a farne le spese, purtroppo, sono solo i cittadini.
