Ci sono volute circa 24 ore poi la tradizionale videoreplica è arrivata (qui integrale). Il sindaco di Como, Alessandro Rapinese, interviene dopo la decisone di ieri del Consiglio di Stato che tramite una sospensiva della decisione del Tar ha permesso che le lezioni alla scuola Corridoni, iniziate lunedì 14, possano proseguire tutto l’anno nello stesso edificio. Il primo cittadino, è noto, aveva stabilito la chiusura dell’istituto e l’abbattimento per, come votato dalla maggioranza in Consiglio comunale, farne un autosilo a due passi dallo stadio.
Così Rapinese interviene. Interviene e accusa: “ Ho capito una cosa, cosa dà fastidio di me ai partiti? Il fatto che ogni volta che sistemo qualcosa loro evidentemente si sentono umiliati, perché dicono “ma come non abbiamo fatto niente”, questo si fa e quindi necessariamente ogni mia azione deve essere rallentata, fermata, criticata, questo mi sembra abbastanza evidente. L’abbiamo visto su critiche disparate, sulle biciclette in centro, dappertutto, ma senza andare nell’Ohio, vai a Cantù, l’unica via commerciale che hanno l’hanno bloccata e i ciclisti vanno a piedi. La Lega aveva fatto una battaglia in favore del commercio, in favore della sicurezza, poi la stessa Lega qui fa questioni diverse”.
E ancora: “Però oggi si parla di scuole, ieri c’è stata una sospensiva al Consiglio di Stato, le sospensive ci sono sempre, quando c’è qualcosa che poi diventa irreparabile o irreversibile, il giudice normalmente sospende in attesa di entrare nel merito, vi faccio un esempio, il pontile di Viale Geno hanno sospeso in Consiglio di Stato la discussione perché se vincevano lo staccavamo subito. Si entra nel merito e poi nel merito si risolve la faccenda, quindi spesso capita che sospendano e poi vinciamo o addirittura al Tar si perde e poi si vince”.
Rapinese poi mostra studi che parlano del calo demografico che nei prossimi anni porterà alla chiusura 1200 scuole generata dalla perdita di 120 mila studenti l’anno, sottolinea come siano già stati chiusi negli ultimi 2600 istituti negli ultimi dieci anni e così attacca il ministro all’Istruzione che si è speso pubblicamente per la Corridoni: “Pensa che lavoro per Valditara se va da tutti a dire che lo “Stato è con voi”, è andato da tutti e 2600 a dire che lo “Stato è con voi”? A Como si. Perché lo Stato sta con quelle che chiudono, che vengono trasferite, però domanda, Valditara è andato in 2600 scuole a dire che lo “Stato è con voi?””.
Poi parla dell’assessore regionale Alessandro Fermi: “C’è un atto, un documento che ha chiuso la scuola di via Sinigaglia, un atto, un documento, uno soltanto, quello efficace, la norma di Eliminazione 12, 52 e 25, seduta dal 27 e 10 del 2025, c’era la Lega? L’ha votato la Lega? Sembra di sì, c’era Fermi che l’ha votato, la chiusura della scuola Sinigaglia è passata attraverso tre gradi di approvazione, Comune di Como, Provincia di Como e Regione, tutti potevano modificare, questo il Tar l’ha detto benissimo” (Fermi ha poi subito smentito con rara durezza: qui i dettagli).
Quindi ne ha per il consigliere regionale Sergio Gaddi: “E allora andiamo a sentire una bugia di un esponente politico del centrodestra”. E mostra un intervento di Gaddi che dice: “Proprio per le facciate (della Corridoni, Ndr), nel 2022 c’era ancora lo stanziamento della Giunta Landriscina, bloccato dal sindaco”. Commenta Rapinese: “Allora, premesso che Gaddi dice proprio per le facciate nel 2022 c’era ancora lo stanziamento della Giunta Landriscina, PNRR bloccato dal sindaco, che lui è responsabile della manutenzione della scuola. Io non ho bloccato nulla, tant’è che era un investimento che era stato pianificato nel 2021 per 173 mila Euro, ma non per rifare le facciate, per metterle in sicurezza, per mettere su quelle impalcature, per far sì che i pezzi che si staccano dalle facciate non cadessero in testa ai bambini. E l’abbiamo portato a termine. Quindi Rapinese non ha bloccato nessun lavoro. Questo è giusto per stanare alcune bugie. Quindi non abbiamo firmato niente”.
E poi ne ha per il ministro Alessandra Locatelli: “Sentiamo adesso Locatelli. Locatelli era una che si è candidata alle ultime elezioni, ha preso 157 voti, era amica di Salvini e Salvini l’ha fatta ministro, perché è evidente che 157 voti diciamo che non è che sei proprio la portatrice di interessi che comunico, sei considerato che fai politica da 40 anni, la saccagnavo già alle elezioni del Setificio. Lei, è una che si dà tanto da fare, conosceva Salvini e è diventata ministro. Però sentiamo cosa dice, dice le cose. Se Locatelli con quei voti lì è ministro, Anzaldo che ne ha non so quanti ne ha di più dovrebbe essere al posto della von der Leyen. Ma sentiamo Locatelli”. E mostra il video dell’intervento del ministro ospite alla Corridoni in cui ha detto “Lo Stato si sta battendo per la Corridoni” (lo trovate qui).
Dice ancora Rapinese “La Locatelli, io la conosco bene, infatti prendevo 4 seggi io (in Consiglio comunale, Ndr) e a lei, poverina, qualcuno diceva ciao. 157 voti dopo una campagna elettorale, probabilmente non ricorda questo”. E ancora: “La Locatelli non sa che Alessandro Fermi ha votato quel documento che chiudeva quella scuola, questo è per farvi capire con chi competo io, non è neanche bello vincere con gente così. Dice che lo Stato c’è per annullare un documento che ha votato Alessandro Fermi, è la Provincia dove loro sono al governo e quindi capite che manca proprio ogni connessione, forse è per questo che Vannacci se li sta mangiando vivi, magari è bravissimo Vannacci. E’ da squilibrati dire che lo Stato sta con te quando Regione Lombardia ha votato quel documento ed è diventato esecutivo perché l’ha votato Alessandro Fermi che è della Lega”.
Quindi torna a Gaddi: “A Gaddi volevo dire una cosa perché dice che ha visto le aule, che sono belle eccetera, Sergio fammi una cortesia, la prossima mostra falla dove ci sono i piloni, i pilastri portanti della Corridoni, perché secondo me ti può aiutare tantissimo a capire di cosa stai parlando, non è che se sopra è tutto bello, sotto è tutto perfetto, noi stiamo intervenendo, noi abbiamo fatto dei calcoli, noi stiamo monitorando, l’ufficio tecnico è pronto”:
