Il convegno di ieri mattina (qui tutti gli interventi della riunione) che si interrogava sui rischi, sempre più reali, legati alla desertificazione delle città ha visto, dopo le analisi degli addetti del settore, gli interventi dei commercianti, tutti accomunati dal timore concreto di vedersi sempre più isolati in zone senza più negozi di prossimità ma sempre più accerchiati solo ed esclusivamente dai poli della Grande distribuzione.
E così, intervistati da Confcommercio, in diversi hanno raccontato la propria testimonianza come Paolo Cappelletti dell’omonima gioielleria di Cantù.

“I negozi di prossimità sono sempre più in difficoltà. Anche perché la crescita della grande distribuzione è inarrestabile. Basta dire che nella nostra zona del canturino, negli ultimi anni, sono sorti 20 aree di questo tipo – spiega Cappelletti – E in questi contesti vengono, ad esempio, realizzati ampi parcheggi gratuiti e la gente che vuole giustamente avere comodità e così viene attratta dalla Gdo. Bisognerebbe creare facilitazioni anche per noi”.
Preoccupazione e paure espresse anche da Paolo Fumagalli che per 50 anni è stato dietro il bancone del bar Meroni a Camerlata. “La città è cambiata, negli anni si è svuotata. Qui intorno alla piazza di Camerlata c’erano 5 locali. Oggi dopo la nostra chiusura ne rimane solo uno. Negozi chiusi, ditte che si sono trasferite, il trasloco del Sant’Anna hanno svuotato la periferia che, ricordiamocelo, è sempre una delle porte di accesso alla città. E se non si inverte la rotta qui, in queste zone, non si potrà che creare degrado e insicurezza”.