RADIO COMOZERO

Ascolta la radio
con un click!

Attualità, Cultura e Spettacolo

Musei civici, Colombo: “Come sarà il maxi recupero. Tesoro di Como per fine 2023. Finalmente ecco il nuovo regolamento”

Mentre i visitatori del Tempio Voltiano possono scoprirne i segreti grazie alla nuova App presentata pochi giorni fa e mentre la Pinacoteca si fa conoscere grazie a un nuovo piano di comunicazione con affissioni nei principali punti della città, che ne è del Museo Giovio, chiuso ormai da marzo 2020 dopo un susseguirsi di problemi tra infiltrazioni dal tetto, solette imbarcate e sale inagibili culminati con la scoperta della mancanza del Certificato Prevenzione Incendi? Lo abbiamo chiesto all’assessore alla Cultura Enrico Colombo, che sul tavolo ha una delle più grosse rogne che la storia dei musei di Como ricordi.

Qualche giorno fa, la Giunta ha approvato la delibera relativa al restauro e all’adeguamento alla normativa antincendi del Museo Giovio (qui i dettagli). Dopo anni di abbandono, finalmente sembra essersi accesa una luce in fondo al tunnel.
Sì, l’intervento sarà inserito nel Piano Triennale delle Opere pubbliche 2023-2025 e i lavori verranno divisi in tre lotti sui tre anni: il primo per Palazzo Giovio-Lucini nel 2023, poi Palazzo Olginati e il terzo per gli spazi secondari dell’intero compendio.

Il quadro economico prevede un investimento totale pari a 5 milioni e 80 mila euro di cui poco più di un milione e mezzo per il primo lotto, quello del Museo Archeologico. Che lavori prevedete di riuscire ad effettuare con quella cifra?
In programma abbiamo l’adeguamento alle norme antincendio, la sistemazione delle solette e la parte relativa all’impiantistica. Abbiamo dovuto stralciare il rifacimento del tetto e delle facciate perché la nostra priorità è riaprire il museo il prima possibile.

Ma non rifacendo il tetto non si rischiano future infiltrazioni?
I sopralluoghi effettuati hanno mostrato che il tetto è in buone condizioni e il suo rifacimento non è un’urgenza.

È previsto anche un riallestimento delle sale?
Abbiamo in mente una graduale riprogettazione del museo legata anche all’allestimento dell’esposizione delle monete romane nell’ex chiesa delle Orfanelle ma, al momento, la priorità è riaprire.

A proposito di monete romane, i lavori al Museo Giovio rallenteranno in qualche modo la realizzazione della nuova sede espositiva per il “Tesoro del Cressoni”?
Abbiamo avuto proprio lunedì (21 novembre) un incontro con i tecnici che se ne stanno occupando e il cronoprogramma al momento è rispettato. A breve verrà indetta la gara per l’assegnazione dei lavori e prevediamo di poter inaugurare questo spazio entro la fine dell’anno prossimo.

Oltre a riaprire e a inaugurare la nuova sezione dedicata alle monete romane, il Museo Giovio avrà anche un nuovo curatore? Dopo il pensionamento del direttore, il dottor Castelletti, delle due conservatrici, la dottoressa Nobile e la dottoressa Uboldi, e della responsabile della biblioteca, la dottoressa Viscido, nessuno ha più preso il loro posto.
Proprio in questi giorni sono in svolgimento gli orali del concorso per il nuovo conservatore del museo archeologico quindi contiamo di poterci appoggiare anche su questa figura.

Nel frattempo, proprio in questi giorni, è passato in Giunta il nuovo Regolamento dei Musei Civici. Quali le novità?
In pratica abbiamo completamente abrogato il vecchio regolamento che risaliva al 1979 e che considerava solo il museo archeologico senza menzionare né la Pinacoteca né il Tempio Voltiano. In attesa che il regolamento venga discusso anche in Consiglio comunale, lo abbiamo riscritto estendendolo anche a questi poli museali ma non solo: abbiamo anche inserito il Monumento ai Caduti.

Che però non è un museo.
È vero, ma l’idea è quella di inserirlo in un percorso dedicato al Novecento che parte dalle opere conservate in Pinacoteca per poi estendersi alla città.

Pensate di renderlo visitabile, magari anche con la possibilità di salire fino alla terrazza?
L’idea è quella, ci stiamo lavorando. Vorremmo rendere sempre più fruibili i beni della città, dalla nuova campagna di comunicazione per la Pinacoteca, che ha già aumentato il numero dei visitatori, alla App per il Tempio Voltiano. E un passo alla volta arriveremo anche al Museo Giovio.

L’ARTICOLO CHE HAI APPENA LETTO E’ USCITO SU COMOZERO SETTIMANALE: ECCO DOVE PUOI TROVARLO

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Un commento

  1. Una domanda per Colombo: “ con la delibera di spostamento degli uffici, avete previsto lo spostamento degli uffici del Settore Cultura c/o palazzo Olginati entro il 31/01/2023. Considerato che questi figurano nel secondo lotto e che ad oggi il museo è chiuso perché manca la prevenzione incendi, la Giunta intende spostare il personale in luoghi non sicuri in barba alla normativa vigente?”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Potrebbe interessarti:

Videolab
Turismo