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Attualità, Politica

Nuovo stadio a Como, dopo le offese il Comitato replica a Rapinese: “Perché non racconta del piano economico finanziario dichiarato irricevibile?”

Davamo conto qualche ora fa delle parole del sindaco di Como Alessandro Rapinese durante la trasmissione online ÉSport Como: Tra gli applausi le offese di Rapinese al Comitato Stadio: “Frustrati, ipocriti, senza schiena dritta”.

Immediata è arrivata la replica del Comitato civico, la riportiamo integralmente:

Il Comitato Civico della Zona dello Stadio di Como, dopo l’incontro del 4 maggio 2026 tenutosi in Biblioteca, che ha visto una grande partecipazione da parte della cittadinanza e dei tifosi, ascoltate le dichiarazioni del Sindaco Rapinese durante la trasmissione Esport Como di ieri sera, durante la quale i relatori sono stati definiti “le uniche persone con la schiena non dritta, ipocriti e frustrati” precisa quanto segue.

Rapinese ha parzialmente ragione: ci sentiamo frustrati. E con noi i 1600 firmatari della petizione promossa dal Comitato e sicuramente anche gran parte dei cittadini presenti al nostro evento.

Dopo anni di interventi vaghi sui giornali locali e di promesse mai mantenute da parte dell’Amministrazione, in particolare sulla trasparenza e sulla partecipazione dei cittadini, troviamo invero non solo frustrante ma anche offensivo quanto affermato dal Sindaco: al primo cittadino rispondiamo, quindi, che i cittadini agiscono per un solo interesse, quello pubblico e collettivo a vivere in una città che ha a cuore il suo territorio e la sua storia e i cui rappresentanti operano in trasparenza e garantendo i diritti di informazione e partecipazione dei soggetti interessati.

Perché in democrazia, i rappresentanti eletti assumono le decisioni che competono loro, ma se ne assumono la responsabilità nei confronti degli elettori. Il Comitato dunque rivendica e ritiene di aver correttamente operato nei confronti della Cittadinanza, informandola di quanto avviene in un procedimento che il Sindaco e l’Amministrazione Comunale hanno inteso mantenere strettamente riservato e gestire come un banale progetto di un qualsiasi Operatore.

Con altrettanto rispetto delle Istituzioni, dei soggetti privati coinvolti e dei tifosi, abbiamo rilevato alcune evidenti criticità dell’Operazione e abbiamo posto domande precise: al di là dell’insulto attendiamo risposte concrete.

Il Sindaco afferma oggi che un progetto non c’è ancora: omette, però, di riferire che la Conferenza Preliminare dei Servizi conclusasi nell’agosto scorso ha approvato il documento di fattibilità – le linee guida su cui dovrà essere sviluppato il progetto definitivo dell’opera – e omette di raccontare che la stessa società di consulenza scelta dal Comune ha dichiarato sostanzialmente irricevibile il piano economico finanziario presentato dall’Operatore, in ragione del grave squilibrio dell’operazione a favore dell’interesse privato di quest’ultimo.

Abbiamo avuto la sensazione che nessuno, nemmeno i tifosi più aggiornati, avessero avuto queste informazioni: perché? Perché ad oggi non è stata emessa la dichiarazione di pubblico interesse del progetto? Perché è stata concessa un’altra proroga all’Operatore? E, soprattutto, perché il Sindaco non accetta un confronto diretto con i cittadini e si limita a dichiarazioni espresse senza contraddittorio?

Il Comitato è pronto e anzi auspica un confronto e ribadisce che la migliore via possibile è quella di governare questo cambiamento importante con trasparenza, partecipazione e attenzione all’interesse pubblico. In tale contesto si potrebbe valutare la possibilità di ridurre le dimensioni di un progetto così sovradimensionato per contenere i disagi alla città e anche i costi di realizzazione. Naturalmente permettendo al Como Calcio, interlocutore serio e rispettabile, di guadagnare quanto dovuto, ma concedendo anche alla città un guadagno collettivo reale.

Questa era la proposta condivisa già presentata nell’evento dell’autunno scorso, organizzato dall’Istituto Como Borgovico, alla quale non è seguita alcuna risposta. Riteniamo triste che un sindaco ancora una volta abbia evitato il confronto sui contenuti e abbia preferito attaccare personalmente singoli cittadini che dedicano tempo e professionalità per il bene della città: le insinuazioni del primo cittadino sono infondate, gravi e offensive.

Auspichiamo che ciascuno nel suo ruolo e mantenendo tutti la schiena dritta, si possa affrontare la questione in modo serio e aperto, per garantire alla città un intervento importante, giusto e sostenibile.

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