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Attualità

Povero Giuseppe Terragni, anche il Monumento ai Caduti perde pezzi. Gervasoni: “Pietre recuperate, restauro entro fine mese”

Non c’è pace per le opere di Giuseppe Terragni in città.

Dopo le tragiche, e ben note, vicissitudini del cantiere dell’Asilo Sant’Elia, opera straordinaria e sfortunatissima del celebre architetto comasco, ora è il turno del Monumento ai Caduti.

È passato un po’ inosservato, forse perché la parte dei giardini sul retro non è tra le più invitanti, ma circa un mese fa si è infatti verificato il distacco di alcuni frammenti del rivestimento lapideo e ancora oggi la scalinata rivolta a lago appare transennata così come una piccola area sul lato verso la Canottieri.

Che la maledizione dell’Asilo abbia deciso di mietere una nuova vittima?

Almeno per i tempi di cantiere verrebbe da dire di no, stando a quanto ci ha detto il neo assessore ai Lavori Pubblici Pierangelo Gervasoni: “Gli uffici competenti si sono attivati immediatamente e i pezzi caduti sono stati recuperati. Salvo imprevisti, per fine settembre il rivestimento dovrebbe essere riparato e le transenne tolte”.

Ce la farà l’assessore a battere la maledizione dei cantieri (Tempio Voltiano, giusto lì a un passo, docet)?

3 Commenti

  1. Mi ricordo che anni fa, mentre stavo visitando la Reggia di Caserta, sentii degli sprezzanti commenti sulla tenuta del palazzo e sulle differenze con cui si curavano le opere d’arte nel nord Italia. Rimasi colpito perché chi stava criticando, a dire il vero giustamente, si riferiva alla nostra città come esempio di museo a cielo aperto molto ben tenuto. Mi fece molto piacere. Anche perché il signore che criticava non era sicuramente comasco e dava l’impressione di essere molto competente.
    Mi è venuto in mente questo episodio perché prima di allora non avevo riflettuto mai sulla quantità e sulla straordinarietà delle opere che i maestri dell’architettura razionalista hanno costruito a Como.
    Come è possibile che si è passati dal “museo a cielo aperto molto ben tenuto” allo sfascio in cui allora era caduta la Reggia di Caserta? Come si è passati dal culto del “ben fatto” tipico della nostra zona alla sciatteria? Devo essere onesto. Non riesco a spiegarmelo.

  2. Certo i politici hanno le loro responsabilità ma vorrei ricordare che grazie alla legge “Bassanini” (che abolirei domani mattina) sono i dirigenti comunali a mettere la firma sui provvedimenti quindi sono loro che decidono, i politici si prendono solo (a volte meritatamente) solo gli insulti…..

  3. Io non ho più parole… E mi fermo qui perchè sono talmente incazzato per questa ennesima superficialità e menefreghismo nei confronti dell’opera di uno dei più grandi architetti che il mondo ha avuto che potrei diventare offensivo. Si devono vergognare tutti

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