“Gli alunni non sono pacchi postali da spostare e ricollocare in base a interessi del tutto estranei al loro percorso educativo. Oggi questo trattamento inaccettabile colpisce i bambini della Corridoni, ma domani le medesime logiche amministrative potrebbero essere applicate a qualsiasi altra realtà, noi inclusi”.
Queste alcune delle parole contenute in una lettera inviata ieri al Consiglio d’Istituto della scuola di via Fiume da un gruppo di genitori in vista della riunione in corso proprio in questi minuti nella quale, tra gli altri argomenti all’ordine del giorno, ce n’è soprattutto uno che sta tenendo banco in questi giorni: lo spostamento in questa scuola degli oltre 200 alunni della Corridoni che, secondo quanto deciso dall’amministrazione Rapinese, deve essere chiusa per far posto a un autosilo (qui tutta la cronaca degli ultimi mesi).
Decisione, ricordiamo, temporaneamente sospesa dal Consiglio di Stato che, proprio pochi giorni fa, ha rinviato la decisione al 15 settembre, secondo giorno di scuola.
Lo sgombero del terzo piano della scuola Venini e le reazioni
“Siamo stati colti di sorpresa dalle recenti e improvvise operazioni di sgombero del terzo piano del nostro plesso, avvenute ancora prima del pronunciamento del Consiglio di Stato, ad oggi rimandato al 15 settembre, a scuole già aperte – scrivono infatti i genitori facendo riferimento al ‘blitz’ di sabato scorso durante il quale, con il sindaco in prima fila a spostare mobili e scatoloni, alcun squadre di operai hanno liberato le aule in disuso da anni al terzo piano della Venini – Confidiamo nel vostro ruolo di tutela della nostra comunità scolastica per analizzare la documentazione e richiedere, nella malaugurata ipotesi che durante quest’anno vi sia una coabitazione, nello stabile di via Fiume, tra le scuole Venini e Corridoni, un tavolo di confronto, al fine di garantire una comunicazione chiara e tempestiva, tutelare gli spazi didattici ed essere informati sulla situazione strutturale dell’edificio”.
Polemiche sulla situazione strutturale dell’edificio e la replica di Rapinese
Ed è proprio la situazione strutturale delle aule destinate ad accogliere gli alunni della Corridoni che si è scatenata una battaglia a colpi di video, tra immagini del sopralluogo che riprendono muri scrostati, infiltrazioni, bagni non accessibili ai disabili e prese elettriche non a norma e il sindaco Rapinse che rassicura sulle condizioni perfette dell’edificio tanto da invitare la dirigente dell’IC Como Borgovico a iniziare il trasloco.
Problemi strutturali ai qual, però, si aggiungono le preoccupazioni dei genitori della Corridoni che, per voce del presidente del Consiglio d’Istituto Simone Molteni, hanno sottolineato che, anche nelle migliori condizioni possibili, la Vanini non può garantire spazi adeguati per oltre 500 alunni tra spazi mensa, laboratori, aule musicali (la Corridoni è una primaria a specifico indirizzo musicale) e aule per bambini con bisogni speciali.
Preoccupazioni evidentemente condivise anche dai genitori di via Fiume che ora chiedono un confronto su questo tema a tutela, anche, dei loro figli.
La lettera integrale dei 65 genitori della scuola Venini al Consiglio d’Istituto
Qui la lettera completa firmata da 65 genitori della scuola Venini:
Alla cortese attenzione del Consiglio di Istituto
Come genitori degli alunni della scuola primaria di via Fiume, in vista della riunione prevista per venerdì 4 settembre, desideriamo sottoporre alla vostra attenzione alcune riflessioni.
Innanzitutto, vogliamo esprimere la nostra più sincera e profonda solidarietà ai bambini, alle famiglie e a tutto il personale della scuola Corridoni, nonché alle altre realtà scolastiche cittadine colpite da chiusure, o a rischio chiusura. La situazione di grave incertezza attualmente vissuta da queste famiglie è fonte di profonda preoccupazione, poiché rischia di ledere un diritto fondamentale, cioè quello all’istruzione.
Siamo stati colti di sorpresa dalle recenti e improvvise operazioni di sgombero del terzo piano del nostro plesso, avvenute ancora prima del pronunciamento del Consiglio di Stato, ad oggi rimandato al 15 settembre, a scuole già aperte. Considerato che domani, venerdì 4 settembre, il Consiglio si riunirà per esaminare tutti i documenti relativi a questa delicata vicenda, vi chiediamo di farvi portavoce delle nostre forti preoccupazioni. Confidiamo nel vostro ruolo di tutela della nostra comunità scolastica per analizzare la documentazione e richiedere, nella malaugurata ipotesi che durante quest’anno vi sia una coabitazione, nello stabile di via Fiume, tra le scuole Venini e Corridoni, un tavolo di confronto, al fine di garantire una comunicazione chiara e tempestiva, tutelare gli spazi didattici ed essere informati sulla situazione strutturale dell’edificio.
La scuola è prima di tutto una comunità e un luogo di crescita serena. Non può essere ridotta esclusivamente ad uno spazio fisico, per il quale è sufficiente liberare alcune aule per certificarne l’idoneità didattica. Gli alunni non sono pacchi postali da spostare e ricollocare in base a interessi del tutto estranei al loro percorso educativo. Oggi questo trattamento inaccettabile colpisce i bambini della Corridoni, ma domani le medesime logiche amministrative potrebbero essere applicate a qualsiasi altra realtà, noi inclusi.
Auspichiamo la tutela delle esigenze di tutti i bambini, favorendo la massima collaborazione per trovare soluzioni condivise e trasparenti.
