Il punto è far lavorare l’impianto con meno gas, senza dover abbassare per forza il termostato in soggiorno o in camera da letto.
La temperatura di mandata è, in parole semplici, la temperatura dell’acqua quando esce dalla caldaia e viene mandata nei radiatori. Non è la stessa cosa della temperatura scelta sul termostato ambiente. Se in salotto si impostano 19 gradi, l’acqua che gira nei termosifoni deve essere molto più calda per portare la stanza a quel livello. Ed è proprio qui che si può intervenire, spesso senza grandi complicazioni.
In molte case, soprattutto con caldaie installate da anni e mai regolate con attenzione, la mandata resta intorno ai 75-80 gradi. È un valore alto, pensato per garantire calore anche nelle giornate peggiori. Ma non sempre serve. In un appartamento ben isolato, con radiatori adeguati, abbassare quella temperatura può far rendere meglio l’impianto e ridurre il consumo di gas. Come dicono spesso i tecnici durante la manutenzione: “La casa si scalda lo stesso, solo con tempi un po’ diversi”.
Da 80 a 60-65 gradi: quando la regolazione fa davvero risparmiare
Portare la mandata da 80 gradi a una fascia più bassa, intorno ai 60-65 gradi, può incidere sulla spesa del riscaldamento. Secondo le indicazioni del Heating and Hotwater Industry Council, abbassare la temperatura di mandata della caldaia può ridurre i consumi di gas di circa il 6-8%. Non è un risultato garantito in ogni casa, perché molto dipende dall’abitazione e dall’impianto. Ma in molti casi è un margine concreto.
Il motivo è abbastanza chiaro: se la caldaia deve scaldare meno l’acqua, consuma meno energia per far girare il circuito. Con le caldaie a condensazione, poi, una mandata più bassa può aiutare l’apparecchio a lavorare meglio, perché recupera più calore dai fumi di scarico.
Alcuni modelli permettono anche di disattivare il pre-riscaldamento dell’acqua sanitaria, presente in diverse caldaie combinate, con un possibile risparmio in più. Prima di toccare questa funzione, però, meglio leggere il manuale o chiedere al manutentore: non tutte le caldaie si comportano allo stesso modo.
Isolamento, radiatori piccoli e tempi più lunghi: i limiti da conoscere
Il trucco della mandata più bassa non funziona ovunque allo stesso modo. In una casa poco isolata, con infissi vecchi, pareti fredde o dispersioni evidenti, abbassare troppo la temperatura dell’acqua può rallentare il riscaldamento delle stanze. Il termostato resta acceso più a lungo, i radiatori fanno più fatica e il vantaggio può ridursi. Insomma, il risparmio va verificato nella vita di tutti i giorni, stanza per stanza.
C’è poi il tema dei termosifoni. Se sono piccoli rispetto agli ambienti da scaldare, hanno bisogno di acqua più calda per cedere abbastanza calore. In questi casi scendere subito a 60 gradi può lasciare camere e corridoi appena tiepidi, soprattutto al mattino presto o nelle giornate più fredde. Meglio andare per gradi: prima 70 gradi, poi 65, controllando dopo due o tre giorni se in casa si sta ancora bene. Una regolazione fatta con calma, non tutta in una volta.
Pannello della caldaia: come intervenire senza fare errori
Per cambiare la temperatura di mandata del riscaldamento bisogna usare il pannello della caldaia. Di solito ci sono due simboli diversi: il radiatore, che indica l’acqua diretta ai termosifoni, e il rubinetto, che riguarda l’acqua calda sanitaria. Sulle caldaie più recenti la regolazione si fa con i tasti “più” e “meno” oppure con una manopola digitale. Su quelle più vecchie può esserci una ghiera graduata. Se il display non è chiaro, il manuale resta il primo posto da guardare.
Serve però prudenza. Nei sistemi con bollitore o serbatoio di accumulo, la temperatura dell’acqua sanitaria non dovrebbe scendere sotto i 65 gradi, per limitare il rischio di Legionella, un batterio che può svilupparsi nell’acqua tiepida e ferma. Diverso il discorso per la mandata del riscaldamento, che può essere regolata in base a come risponde la casa.
In caso di dubbi, soprattutto con impianti centralizzati, valvole termostatiche o caldaie datate, meglio chiedere al tecnico durante il controllo periodico. Cinque minuti davanti al pannello possono evitare errori e consumi inutili.
