Stava facendo la spesa e voleva chiedere alla moglie quale prodotto comprare. Un gesto da nulla, almeno in apparenza. Eppure l’episodio ha riaperto in Svizzera il tema delle foto nei supermercati, tra privacy, regole interne e abitudini ormai entrate nella vita di tutti i giorni.
La scena, raccontata da 20 Minuten, è facile da immaginare. Davanti a una lunga fila di yogurt Migros, il cliente si ferma, esita, prende lo smartphone e fotografa la corsia per mandare l’immagine alla moglie. Voleva solo scegliere il prodotto giusto. A quel punto, però, interviene un commesso e gli spiega che nel negozio è vietato scattare fotografie.
L’uomo, per evitare discussioni, cancella subito la foto dal telefono. Nessuna lite, nessun intervento della sicurezza. Resta però la domanda: fotografare uno scaffale del supermercato, senza riprendere persone in primo piano, può davvero infrangere una regola? Per Migros, sì. Almeno in linea generale. Ed è proprio quel “in linea generale” a rendere la vicenda meno scontata di quanto sembri.
Perché Migros dice no, in linea di principio, a foto e video nei negozi
Interpellata dal quotidiano svizzero, Migros ha ricordato che i suoi punti vendita non sono uno spazio pubblico. Dentro le filiali valgono quindi regole interne, tra cui un divieto generale di foto e video. Non, sostiene l’azienda, per colpire il cliente che fa uno scatto distratto, ma per tutelare la privacy dei clienti, il diritto all’immagine dei dipendenti e l’organizzazione commerciale dei negozi.
La portavoce Prisca Huguenin-dit-Lenoir ha spiegato che la riservatezza resta un punto centrale, soprattutto quando nelle immagini finiscono altre persone. Clienti e dipendenti, chiarisce Migros, non devono essere fotografati senza consenso. Per questo l’intervento del commesso nella filiale di Zurigo viene considerato in linea con le norme interne. Una posizione severa, almeno sulla carta, che però si scontra con gesti ormai comunissimi: mandare una foto a casa, confrontare prezzi, ricordarsi una marca.
Prodotti, scansioni e foto personali: le eccezioni che Migros tollera
La stessa Migros, però, riconosce che qualche margine c’è. Le foto personali scattate durante la spesa, come l’immagine di un singolo prodotto o la scansione di un articolo, sono “in linea di principio tollerate”, ha precisato Huguenin-dit-Lenoir. Il limite dipende dalla situazione. Uno scatto ravvicinato a una confezione di yogurt non è la stessa cosa di una foto ampia della corsia, dove possono comparire altri clienti, cartellini, addetti o dettagli interni del negozio.
Ed è qui che la regola diventa meno immediata per chi sta facendo la spesa. Il cliente probabilmente pensava di usare il telefono come fanno in molti: una foto, un messaggio, una risposta veloce. Ma dentro un supermercato privato, anche un gesto innocente può incrociare regole aziendali e diritto all’immagine. La posizione della catena arancione, in sostanza, è questa: tutto dipende dal contesto. Una formula prudente, che lascia al personale in negozio un certo margine di valutazione.
Coop, Lidl e Aldi più morbide: decisivo il consenso di chi viene ripreso
Le altre grandi catene citate dal giornale svizzero seguono una linea più flessibile. Coop, Lidl e Aldi consentono in generale di scattare fotografie nei propri punti vendita, a patto che venga rispettata la privacy delle persone presenti. Il portavoce di Coop ha precisato che chi compare nelle immagini deve aver dato il consenso; altrimenti non deve essere riconoscibile. La regola, dunque, non parte dal divieto, ma dalla responsabilità di chi usa il telefono.
Il caso della Migros di Zurigo mostra una frizione sempre più evidente tra abitudini quotidiane e regole degli spazi commerciali. Lo smartphone ormai fa parte della spesa: serve per leggere recensioni, controllare ingredienti, confrontare prezzi o chiedere un parere a casa. Ma nei supermercati, come ricorda questo episodio, non tutto ciò che è semplice da fare è anche consentito. A fare la differenza sono spesso pochi dettagli: l’inquadratura, la presenza di volti, lo scopo dello scatto. E, qualche volta, l’occhio attento di un commesso tra gli scaffali.
