Bancarella di frutta e verdura sotto i portici all’Esquilino, con passanti e tavolini all’aperto in piazza
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Tra i quartieri più belli al mondo c’è solo un italiano ed è una vera rivelazione

In testa c’è Jongno 3-ga a Seul. L’Italia entra nella top ten con l’Esquilino di Roma, decimo nella graduatoria internazionale. Più che luoghi da fotografare al volo, sono quartieri da attraversare a piedi. Senza correre. Tra mercati, bar, botteghe e piazze davvero vissute.

A guidare la classifica 2026 di Time Out è Jongno 3-ga, nel cuore di Seul. Un quartiere già segnalato negli anni scorsi e ora premiato per il suo equilibrio tra memoria urbana e nuova socialità. Qui stanno insieme bancarelle di street food, caffè frequentati da giovani creativi, locali con i tavolini all’aperto e una sera che tira lungo, in una Corea del Sud ormai al centro dell’attenzione mondiale per musica, cucina e cultura pop.

Alla Cnn, la turista portoghese Anna Barra lo ha definito “una fusione di vecchio e nuovo, tutto insieme”, raccontando l’impatto dei mercati e delle strade ancora piene dopo il tramonto. Al secondo posto c’è L’Ocean District di Rabat, in Marocco: un quartiere sul mare che, nonostante nuovi alberghi e investimenti, conserva una forte anima locale. Terza posizione per Neos Kosmos ad Atene, zona artistica e residenziale che Time Out indica tra le aree urbane più interessanti del momento.

Esquilino al decimo posto: la Roma multietnica dei mercati e delle botteghe

La classifica dei quartieri più cool del mondo 2026 racconta una tendenza ormai evidente in molte città: il ritorno dei centri storici e delle zone semi-centrali come luoghi di incontro, cultura e cucina. Dopo gli anni segnati dalle restrizioni del Covid, spazi che sembravano svuotati, o destinati solo al turismo mordi e fuggi, hanno ritrovato un passo diverso. Più lento. Più locale. Per Time Out non contano solo monumenti e attrazioni famose, ma la capacità di un quartiere di essere vissuto ogni giorno.

Portici a Roma con passanti e bancarelle di frutta e verdura in un mercato di quartiere
Scena quotidiana tra portici e mercato rionale all’Esquilino, il quartiere di Roma entrato nella top ten 2026 di Time Out.

Ecco perché nella parte alta della lista ci sono luoghi molto diversi tra loro: la Chinatown di Los Angeles, quarta, apprezzata per la sua trasformazione continua; Govanhill a Glasgow, quinta, raccontata come area inclusiva, con librerie indipendenti e locali legati anche alla comunità LGBTQ+; poi Kitakagaya a Osaka, Chapinero Alto a Bogotá e Koenji a Tokyo. Non semplici cartoline, insomma. Quartieri veri.

L’Italia entra nella top ten con l’Esquilino di Roma, decimo nella classifica globale e unico quartiere italiano citato tra i 40 selezionati. A pochi passi dalla stazione Termini, tra piazza Vittorio Emanuele II, i grandi palazzi ottocenteschi con portici profondi e alcune delle basiliche più antiche della Capitale, l’Esquilino viene premiato per la sua natura multietnica e per una vitalità difficile da chiudere in una definizione turistica.

Nel quartiere convivono mercati rionali, ristoranti internazionali, botteghe artigiane, alimentari asiatici e africani, trattorie romane, cortili nascosti e cinema frequentati da pubblici diversi. È una Roma meno levigata, a tratti disordinata, ma riconoscibile: quella delle famiglie che fanno la spesa al mattino, degli studenti che passano da Termini, dei residenti che difendono il carattere popolare della zona. Proprio questa miscela, secondo Time Out, dà ai viaggiatori la sensazione di una “casa lontano da casa”, sempre più cercata da chi visita le città senza fermarsi ai percorsi più battuti.

Le 40 destinazioni urbane da seguire tra Asia, Europa e Americhe

La lista completa dei 40 quartieri più cool del 2026 attraversa Asia, Europa, Americhe, Africa e Oceania. Conferma il peso crescente delle metropoli asiatiche, ma anche la tenuta di molte città europee. Dopo Jongno 3-ga, L’Ocean District, Neos Kosmos, Chinatown Los Angeles e Govanhill, compaiono Kitakagaya a Osaka, Chapinero Alto a Bogotá, Koenji a Tokyo, Downtown a St. Catharines in Canada e, appunto, Esquilino a Roma.

Seguono Russafa a Valencia, Tân Định a Ho Chi Minh City, São Bento a Lisbona, Talat Noi a Bangkok, Slakthusområdet a Stoccolma, Humayunpur a Delhi, Laranjeiras a Rio de Janeiro, West Town a Chicago, Rákóczi tér a Budapest e Jalan Besar a Singapore.

Nella seconda metà della classifica trovano posto anche Crooswijk a Rotterdam, Chacagiales a Buenos Aires, Bandra West a Mumbai, Cathedral Quarter a Belfast, República a São Paulo, Changning a Shanghai, Oost ad Amsterdam, il Financial District di New York, New Farm a Brisbane e il Quartier d’Aligre a Parigi. Chiudono la selezione Kalk Bay a Cape Town, North Hobart in Australia, Newington Green a Londra, Yulin a Chengdu, Mount Pleasant a Vancouver, il Centro Histórico di Lima, Boavista a Porto, Starstreet Precinct a Hong Kong, South Melbourne e il Distillery District di Lexington negli Stati Uniti.

Una mappa ampia, non sempre prevedibile, che premia i quartieri dove la vita quotidiana si vede ancora: una saracinesca alzata alle otto, un mercato affollato, un tavolino sul marciapiede. E, per Roma, un riconoscimento al volto più cosmopolita dell’Esquilino.

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