Sicurezza al centro del dibattito pubblico e politico. Il presidente provinciale di FdI, Stefano Molinari oggi ha fatto visita alla cartoleria Briantea di via Briantea i cui proprietari nei giorno scorsi sono stati vittime di altrettante rapine. Ecco quanto spiega Molinari:
Dopo quanto accaduto nei giorni scorsi alla Cartoleria Briantea, ho voluto riportare l’attenzione su una zona della città e soprattutto sulle persone che ogni giorno ci vivono e ci lavorano.
Oggi sono andato a trovare i proprietari della cartoleria insieme ad Angelo Bianchi, residente nella zona ed ex vicepresidente della Circoscrizione. Abbiamo parlato con loro, ci siamo fatti raccontare quello che è successo, ma soprattutto abbiamo ascoltato le loro paure, le difficoltà e quella sensazione di essere abbandonati che oggi sembra accomunare molti commercianti della zona.
Abbiamo incontrato anche altri esercenti e raccolto le loro segnalazioni. Ci hanno parlato di problemi di sicurezza e di degrado, di situazioni che si ripetono e di una presenza sul territorio che genera preoccupazione.
Ma ci hanno parlato anche di altro: di una zona con pochissimi parcheggi, sempre più difficile da raggiungere, dove chi ha un’attività commerciale fatica ogni giorno a sopravvivere.
Non possiamo accorgerci dei quartieri soltanto quando succede qualcosa di grave. La sicurezza non è soltanto il controllo dopo una rapina. È presenza, prevenzione, attenzione, ascolto. E una città che vuole mantenere vivi i propri quartieri deve anche mettere i commercianti nelle condizioni di poter lavorare. So che oggi la situazione è attentamente monitorata dalle Forze dell’Ordine e ringrazio il Questore per l’attenzione che sta dedicando a questa zona.
Ma proprio per questo credo sia importante che l’attenzione non si limiti all’emergenza del momento. La sicurezza deve diventare una presenza quotidiana, così come quotidiane sono le paure e le difficoltà di chi vive e lavora qui. Quello che abbiamo ascoltato oggi non può essere archiviato come l’ennesimo episodio di cronaca. Dietro ogni saracinesca c’è una persona. Dietro ogni attività che chiude, c’è un pezzo di quartiere che muore. Per questo abbiamo voluto esserci: per ascoltare, riportare l’attenzione e chiedere che a queste persone vengano date risposte.
Perché chi vive e lavora a Como non può sentirsi abbandonato.
