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Como, posti blindati per la sicurezza della partita ma decine di moto e motorini sostano dove non si può

I nuovi stalli per le moto realizzati di recente dall’amministrazione Rapinese in piazza Jasca (Volta) e in piazza Santa Teresa, oltre che accanto al Tribunale (qui le cronache degli ultimi mesi), evidentemente non bastano a contenere il flusso di due ruote che invade la città ogni volta il Como gioca in casa, sommato ovviamente al flusso degli stessi mezzi di chi viene a fare un giro in città.

Si tratta di una semplice constatazione, esattamente come lo è il fatto che anche chi arriva in città in auto in giornate come quella di oggi si trova a fare i conti con le difficoltà a trovare un parcheggio. Ci sta.

Il vero paradosso, tuttavia, emerge osservando quanto accaduto oggi, mentre in campo al Sinigaglia scendeva il Como contro il Parma.

Perché oltre agli stalli autorizzati e ai marciapiedi della zona intorno allo stadio, decine di moto hanno trovato posto sotto gli alberi di viale Rosselli, su quegli stessi stalli che il Comune, come sempre in queste occasioni date le prescrizioni per la sicurezza, ha transennato e vietato alle auto.

Una beffa non da poco non solo per chi, in auto, era alla ricerca di un parcheggio, ma soprattutto per i residenti del quartiere che, non solo negli ultimi mesi hanno visto gran parte degli storici posti gialli trasformati in stalli blu a pagamento (sempre aperti come Asa ai residenti), ma che ogni volta che il Como gioca in casa sono costretti a svegliarsi all’alba per spostare la loro auto altrove – pena la rimozione forzata – nonostante paghino un regolare abbonamento annuale.

Salvo poi scoprire che, mentre a loro viene giustamente richiesto di rispettare le regole, altri possono semplicemente alzare il nastro e parcheggiare sotto i cartelli di divieto senza che nessuno intervenga (almeno non fino al momento in cui sono state scattate le foto a partita iniziata da circa mezz’ora ma con lo stadio che si è riempito molto prima).

L’intento, naturalmente, non è certo quello di invocare una pioggia di multe indiscriminate sui motociclisti arrivati in città. L’invito, semmai, è a una riflessione sulla gestione degli spazi pubblici: ha davvero senso privare automobilisti e residenti di preziosi posti auto (a pagamento) per ragioni di sicurezza se poi questi divieti (e forse anche questi rischi, viene da pensare) decadono se a parcheggiare sono decine di moto? Utilizzare due pesi e due misure, in effetti, non è mai il modo migliore per far digerire le regole ai cittadini.

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