Continuano ad arrivare le testimonianze di affetto e rammarico per la decisione del sindaco di Como Alessandro Rapinese di chiudere definitivamente la scuola primaria di Ponte Chiasso, ora che anche il Tar ha rigettato il ricorso dei genitori.
In questo quadro riceviamo e volentieri pubblichiamo la testimonianza di Maria Emilia Fortunati, docente in pensione, ex insegnante e referente di plesso proprio nella scuola primaria di Ponte Chiasso, Istituto Comprensivo Como Nord.
Di seguito, il testo integrale.
Il Parlamento della Repubblica ha proclamato il 24 giugno la “Giornata nazionale delle periferie urbane” (Legge 5 novembre 2024, n. 170), per richiamare l’attenzione sulle condizioni di inclusività, sicurezza e sviluppo culturale dei quartieri più fragili. In questo spirito desidero condividere una riflessione sulla recente chiusura della scuola di Ponte Chiasso, confermata dal TAR.
Ho avuto il privilegio di insegnare in questa scuola e di osservare come alunni e alunne con bisogni educativi speciali e di diverse nazionalità rispondano con entusiasmo alle attività proposte, dai laboratori scolastici ai corsi estivi. Ho visto genitori impegnarsi in prima persona, creando iniziative di sostegno e comunità, e ho partecipato come tutor a progetti estivi in cui i bambini manifestavano un forte attaccamento e il desiderio di continuare a imparare insieme.
Il TAR ha respinto il ricorso dei genitori, motivando la chiusura con la bassa iscrizione e la disponibilità di spazi altrove. Comprendo l’esigenza di razionalizzare le risorse, ma ridurre la scuola a numeri e procedure, senza considerare il contesto umano e sociale, rischia di smantellare il valore reale dell’istruzione, soprattutto nelle periferie. La scuola non è un semplice “posto” da occupare: è un luogo dove si formano cittadini consapevoli e comunità più forti.
Erano state avanzate proposte alternative capaci di salvaguardare l’attività della scuola e garantire continuità ai bambini, ma non sono state prese in seria considerazione. La decisione di chiudere appare ancora più paradossale se si pensa che lo spazio liberato sarà destinato alla costruzione di un autosilo, trasformando un luogo di crescita in un parcheggio.
Rivolgo questa lettera con rispetto alle autorità competenti, auspicando che la riflessione sul valore delle periferie e sulle ricadute sociali delle scelte amministrative possa guidare interventi futuri, affinché nessun bambino sia privato delle opportunità che merita.
Con stima,
Maria Emilia Fortunati
Docente in pensione, ex insegnante e referente di plesso, scuola primaria di Ponte Chiasso – Istituto Comprensivo Como Nord