Dopo la partecipatissima serata di ieri alla biblioteca comunale di Como, Elisabetta Patelli (Europa Verde) torna sulla questione stadio con una nota diffusa in mattinata.
La pubblichiamo di seguito.
Non esiste alcuna contrarietà verso il progetto di un nuovo stadio, anzi il Como 1907, come tutte le imprese sportive di rilievo della città, merita di avere uno spazio adeguato e non certo un impianto rabberciato. Ritengo anche che il tifo per la squadra del cuore sia un valore sociale e identitario da sostenere. Credo però che sia necessario impegnarsi per una soluzione progettuale di equilibrio tra le esigenze del business internazionale da una parte e la tutela del patrimonio e della qualità della vita dei comaschi dall’altra.
La grandissima partecipazione all’incontro pubblico dimostra l’esigenza dei cittadini di essere anzitutto informati e di partecipare alla realizzazione di un’opera che modificherà irreversibilmente un’area preziosa e gli assetti urbanistici di Como.

Il progetto sinora presentato e il piano di fattibilità economica hanno proposto una struttura che si inserisce come un elefante nella cristalleria in un comparto di grandissimo valore storico, architettonico, ambientale, paesistico e identitario. Inoltre disegna un clamoroso squilibrio tra l’interesse privato e l’interesse del soggetto pubblico, che si è autocandidato a sostenere oneri economici e rischi di impresa, a cedere definitivamente aree strategiche, parcheggi e spazi verdi per acquiescenza verso il geniale imprenditore che ha fiutato un business unico.

Tra birra filtrata con la seta e piastrelle bicolori pseudorazionaliste, con tanto aiuole in nuance e privatizzazione dei servizi sportivi attuali, la formula SEMM CUMASCH assume il sapore di una vernice di ipocrisia .

La demolizione di una scuola modello cun utenza di 5000 bambini per agevolare questa operazione grida vendetta.
Grandissima preoccupazione dovrebbe suscitare il destino di tutta la fascia a lago, comprese le strutture sportive nate da un vero elemento identitario (gli sport lacustri) e dalla loro missione sociale di avviare i giovani ad attività sportive radicate nella nostra storia e nella nostra tradizione.