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Punti di vista

“Sulle strade di Como una cattiveria senza paragoni. Ogni rotonda un regolamento di conti, ripigliatevi”

Una Como al volante sempre pronta allo scatto d’ira quando non all’insulto vero e proprio. A dipingere una città a motore sull’orlo di una crisi di nervi, pur con la compostezza di tono e parole che le è marchio d’autrice, è Paola Minussi, notissima scrittrice comasca, musicista e docente di chitarra classica alla Musik Akademie der Stadt Basel.

Da viaggiatrice instancabile, sempre a caccia di spunti, culture, note e scritture, Minussi davvero conosce bene il mondo su quattro (o più, o meno) ruote, e infatti azzarda anche qualche paragone flash fra l’asfalto e gli abitacoli comaschi troppo roventi e le altre zone d’Italia e d’Europa.

Di seguito, dunque, riproponiamo il breve sfogo già affidati al suo profilo social.

Viaggio tantissimo. Almeno 3000 chilometri al mese in auto, tra città, autostrade, paesi e confini. E una miscela di impazienza, aggressività e cattiveria gratuita come quella che incontro sulle strade di Como, sinceramente, non l’ho ancora trovata da nessun’altra parte.

A Roma il traffico è un girone infernale, certo. Caotico, rumoroso, teatrale. Però almeno ti mandano a quel paese con una battuta che alla fine ti fa pure ridere.

A Basilea, che ve lo dico affá, se non rispetti le regole ti parte una multa da capogiro (e so di cosa sto parlando, ve lo assicuro…).

A Lisbona, se ti fermi per far attraversare una vecchietta o per lasciare scendere qualcuno, non parte il concerto di clacson, insulti e gesti da invasati.

Qui invece sembra che ogni semaforo sia una dichiarazione di guerra e ogni precedenza una questione d’onore personale.

Ripigliatevi, guidatori e guidatrici comasche. Davvero. So che Como è una città sempre più invivibile e gestita male, però, santa pazienza, ripigliatevi. Tanto moriremo tutti e tutte. Quindi, stare sereni…

Perché non è normale trasformare ogni rotonda in un regolamento di conti.

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