Il fenomeno dei bagni nel lago di Como, davanti alla spiaggetta naturale che si forma alle spalle del Tempio Voltiano, è ormai consolidato.

I turisti, ignorando divieti e persino le transenne collocate qualche settimana fa dal Comune (ora finite chissà dove), continuano a tuffarsi nel Lario che però, in quel punto, è inquinatissimo da sempre per lo sbocco del Cosia. Nonostante i rischi per la pelle e la salute in generale, la tentazione di un tuffo – a dispetto anche dei cartelli che indicano il divieto – è irresistibile, in questi giorni d’estate.

Oggi la piccola saga si arricchisce di un effetto speciale in più, per così dire. L’allungamento della parte emersa, infatti, offre la possibilità di spingersi sempre più in giù, dando quasi la sensazione che i bagnanti camminino sulle acque.


Puro effetto ottico, naturalmente, mentre assolutamente concreta e tangibile è l’ennesima giornata a mollo per decine di persone nello spicchio di lago più inquinato del primo bacino.