L’esplosione del turismo e la sua conseguente gestione sempre più incontrollabile ha travolto – nel bene e nel male – la città di Como.
Un’impennata che ha ridefinito radicalmente il panorama ricettivo locale. A partire dal 2019, le strutture destinate ad alloggi di vacanza hanno registrato una crescita esponenziale pari al 670%, un incremento verticale che ha spinto i pernottamenti complessivi a superare la quota record di 5 milioni l’anno.
Questo vero e proprio boom economico ha tuttavia generato pesanti effetti collaterali, innescando dinamiche di sovraffollamento turistico e fenomeni critici di overtourism. La forte pressione ha avuto ripercussioni immediate sulla qualità della vita locale, provocando un netto rincaro dei prezzi e disagi diffusi per la popolazione residente, costretta a fare i conti con la progressiva riduzione degli spazi e l’aumento del costo della vita.
I livelli di saturazione raggiunti dal centro urbano hanno ormai superato la soglia di guardia, rendendo indispensabile l’individuazione di nuovi punti d’appoggio logistici per consentire il pernottamento dei flussi di visitatori in arrivo. In questo scenario, al di qua della frontiera si sta consolidando la forte convinzione di poter disporre di soluzioni idonee ed efficaci, capaci di assorbire la domanda eccedente e decongestionare le aree maggiormente sotto pressione.
In questo contesto la vicina Svizzera si pone ancora una volta – lo ha già fatto in passato -come alternativa capace di proporre una sua offerta di appoggio per i turisti.
Cosa che sta già accadendo come ad esempio a Chiasso che annualmente registra infatti 253 mila pernottamenti, in crescita. A spiegare questa nuova possibile funzione della città è – in una recente intervista alla Rsi Francesca Cola Colombo, responsabile ufficio promozione e marketing Chiasso. “Spendendo 1 franco e 40 in pochi minuti, chi ha dormito a Chiasso si ritrova sul lago di Como. Cifra irrisoria che spinge molti da noi. Meglio pernottare qui e poi andare in città. Abbiamo un collegamento che sembra quello di una metropolitana”.
Gli stessi gestori degli hotel sembrano soddisfatti per il numero di pernottamenti legati in prevalenza a questioni di affari durante la settimana e al turismo nel week end
L’obiettivo è dunque chiaro: Chiasso non può però solo essere dormitorio di Como “ma – dice Roberto Aramini vacation regional manager- bisogna puntare su tutto il territorio facendolo conoscere di più. Le possibilità ci sono”.