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Como, il sindaco che vuole chiudere la scuola e i ‘nuovi’ documenti. La dirigente: “Già risolto. Non so di altri pericoli”

“Ogni anno l’RSPP (Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, Ndr) redige una relazione sullo stato delle scuole e tante cose riportate in quella del 2022 sono state già risolte nel corso degli anni. Che la scuola abbia bisogno di interventi come tutte le altre scuole è fuori dubbio ma se ci sono dei documenti che attestano una situazione di pericolo o di gravità, io non ne sono a conoscenza”.

Questa la risposta della dirigente dell’Istituto Comprensivo Como Borgovico Grazia Miccolis alle parole del sindaco Alessandro Rapinese che venerdì scorso ospite del consueto appuntamento a Etv, ha spostato il discorso relativo alla chiusura della scuola Corridoni dalla motivazione di razionalizzazione di spazi e risorse economiche a un presunto problema di staticità dell’edificio citando, appunto, una relazione del settembre 2022 nella quale il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, l’architetto Salvatore Versace, parlava di “crepe e fessurazioni aumentate” , pavimentazione interna che mostra “lievi segni di cedimento in numerosi punti” e “diversi pilastri portanti in esterno mostrano segni di corrosione e ammaloramento”.

Lo stesso RSPP che, annualmente, verifica anche le condizioni della primaria di via Fiume e che, in una recente intervista proprio a ComoZero, aveva confermato che la scuola Corridoni è sì in condizioni non perfette, ma comunque “non presenta situazioni critiche tali da pensare di doverla chiudere” e comunque migliori di quelle delle aule al terzo piano della Venini, destinate ad accogliere i nuovi alunni (qui il verbale del sopralluogo alla scuola Venini dell’ottobre 2025).

Le parole della dirigente, arrivano a margine di un incontro-inaugurazione tenutosi oggi pomeriggio, primo giorno di scuola, nella palestra della primaria di via Sinigaglia che ha visto presenti il Ministro comasco per le Disabilità e la Famiglia Alessandra Locatelli (Lega), Paola Frassinetti, Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Istruzione e del Merito (FdI), Imerio Chiappa, Dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Como (ex Provveditorato) e Maria Grazia Sassi, membro dell’Osservatorio nazionale per l’Infanzia e l’Adolescenza, della Commissiona Nazionale per l’Istruzione (ANCI) e del Coordinamento per il Diritto allo Studio. Il ministro Locatelli è stata chiarissima: “Lo stato si sta battendo per la Corridoni”.

La dirigente

“La presenza di un’ampia e qualificata rappresentanza delle istituzioni del nostro Paese testimonia l’attenzione concreta che lo Stato sta riservando a questa scuola, comunità educante, presidio di democrazia e partecipazione sul territorio – sono state le parole emozionate della dirigente Grazia Miccolis che ha aperto l’incontro di fronte a una folla di genitori, bambini e docenti – da diversi mesi ci troviamo qui a difendere la scuola, sappiamo bene che una scuola non è fatta di muri o di cemento ma dobbiamo difendere ciò che queste mura racchiudono: una realtà viva, fatta di quartiere, di sinergie, di prossimità, di continuità e soprattutto di inclusione. E’ l’anima della nostra comunità che si disperde in questi spazi”.

Il Sottosegretario al Ministero dell’Istruzione

“Ho avuto tanti inviti, la scuola inizia in quasi tutta Italia, ma penso che venire qui abbia un significato particolare – ha detto invece il sottosegretario al Ministero dell’Istruzione Paola Frassinetti ringraziando Stefano Molinari, presidente provinciale di Fratelli d’Italia, che ha fatto da tramite per averla a Como – abbiamo anche molto apprezzato la sperimentazione che c’è in questa scuola che non è fatta soltanto di lezioni frontali, ma che da l’opportunità di agire a 360 gradi nella crescita dei bambini e delle bambine. Sicuramente quando c’è una conquista didattica non si può tornare indietro. Noi siamo qui soprattutto per ascoltare, anche se ci siamo ben documentati sulla situazione, e vogliamo soprattutto essere dalla parte delle famiglie e essere dalla parte della buona scuola”.

“Il ministero si è mosso concretamente – ha poi aggiunto a margine dell’incontro – noi abbiamo le nostre articolazioni sul territorio, l’USR, la Dirigente regionale scolastica della Lombardia Luciana Volta che ha anche presentato una memoria al Consiglio di Stato con tutte le perplessità sia sull’agibilità del nuovo posto (il riferimento è a questo documento e alla scuola di via Fiume Ndr) sia sulla necessità di restare in una scuola che è anche vicina alla scuola dell’infanzia, alla scuola secondaria di primo grado e che quindi è un servizio completo per le famiglie. Noi auspichiamo che la Corridoni possa rimanere dov’è”.

Il Ministro per le Disabilità e la Famiglia

“Lo Stato si sta battendo e si stanno battendo tutte le autorità locali, si stanno battendo tante persone perché la Corridoni sopravviva, ma non è tanto per dire, ci dobbiamo credere fino all’ultimo secondo. Noi fino all’ultimo dobbiamo pensare che ci sarà un domani, un dopodomani e poi ci sarà un Natale alla Corridoni”, ha detto il ministro Locatelli tra gli applausi dei presenti, dopo aver ricordato che anche lei ha frequentato qui le elementari.

Il Provveditore

“Oggi la scuola non è un articolo di giornale ma sono i vostri visi – son state invece le parole del provveditore Chiappa – abbiamo la speranza che questa scuola continui a essere la buona scuola che diceva il Sottosegretario. Questa scuola va ben oltre i muri, ha diritto di esserci, ha diritto di continuare a fare quello che ha sempre fatto benissimo cioè formare il futuro. La scuola è voi e dovete difenderla fino in fondo. Ai genitori, non arrendiamoci. Difendete i vostri figli, difendete la scuola”.

Il Presidente del Consiglio d’Istituto

Ha poi preso la parola Simone Molteni, presidente del Consiglio d’istituto Como Borgovico, che ha sottolineato il valore della comunità che si è creata a sostegno di questa scuola, a differenza di altre realtà meno coese e forti, per poi lanciare un appello. “Abbiamo visto dall’altra parte (il riferimento è al sindaco Rapinese Ndr) la tenacia, la determinazione ad andare avanti a qualsiasi costo per cui rimaneteci vicino, tenete alta l’attenzione come avete fatto fino adesso perché questa è una tappa più lunga dove evidentemente si scontrano due visioni di mondi molto diverse. Per me è stata una boccata d’aria fresca sentire che dal governo centrale la visione di scuola non è più quella delle aule pollaio, senza aule di sostegno, senza laboratori. Grazie di aver portato un po’ di normalità. Siamo tutti affaticati ma siamo tutti qui per ringraziarvi e chiederci di starci vicino ancora un anno”.

La rappresentante dell’Osservatorio Nazionale per l’Infanzia e l’Adolescenza

E’ stato quindi il turno di Maria Grazia Sassi che ha preso la parola per consegnare alla dirigente una copia del “Piano nazionale delle azioni e degli interventi per la tutela dei diritti e dello sviluppo dei soggetti in età evolutiva”: “La scuola è importante perché c’è, è vicina, la scuola di prossimità è un presidio di cultura – ha aggiunto – noi vi auguriamo che la scuola rimanga qui”.

Tra il pubblico, anche Stefano Molinari (FdI), Sergio Gaddi (Forza Italia) e Teresa Minniti (Nova Como).

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