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La relazione di Fontana: “Basta tagli alla sanità, il 4 maggio inizia la ripartenza. Medici e infermieri, gratifiche extra per 80 milioni”

Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, oggi ha relazionato in consiglio regionale sull’emergenza Coronavirus. Questi i passaggi principali.

“Oggi si devono iniziare a tirare un po’ le somme di una situazione di cui Lombardia è stata l’epicentro: abbiamo vissuto una tragedia che nessuna parte del mondo si è verificata o forse si è verificata in aree di così densa popolazione che possono essere paragonate, come New York”.

Sull’ospedale realizzato nella nuova Fiera di Milano che, di fatto, non è servito ed è stato pochissimo utilizzato, il presidente ha affermato che “bisogna dire che forse in Italia qualcuno non ha compreso che bisogna smettere di inseguire le emergenze e bisogna iniziare a prevenirle. In Italia il numero di letti rispetto alla Germania è molto inferiore e allora bisogna preparare dei letti che possano servire in caso di necessità non solo della Lombardia”.

“Dobbiamo investire di più nella sanità, non possiamo più accettare passivamente tagli al settore, dobbiamo ottenere maggiore disponibilità. E questo a partire dal personale: io dicevo da tempo che dovevamo assumere più medici e infermieri ma una sciagurata legge nazionale ci imponeva di ridurli”.

“Noi stiamo ottenendo di poter stabilizzare i 2.500 medici e infermieri che hanno collaborato finora con rapporto a tempo determinato; faremo di tutto per rendere questi rapporti lavorativi a tempo indeterminato per far parte della grande macchina della sanità lombarda”.

Sulle polemiche: “Non ho nulla contro le polemiche, anche se talvolta intempestive, e non ho nulla contro le indagini. Sul problema delle Rsa e del Trivulzio abbiamo nominato due commissioni e ci diranno se comportamenti omissivi sono stati compiuti dai gestori. Ricordo che nel 90% sono strutture private”.

Sui tamponi: “Il vicedirettore dell’Oms e il ministro Boccia dicono che ci sono poche possibilità di avere un test rapido che dia risultati scientificamente validi. Appena avremo strumenti validati li metteremo in circolazione. Il test sierologico di Pavia, per quello appena ci sarà validazione ufficiale lo utilizzeremo immediatamente per uno screening sulla popolazione. Non lasciamoci prendere da facili entusiasmi perché spesso queste scelte risultano scriteriate, non facciamoci abbindolare da qualche venditore furbetto”.

Sulla ripresa delle attività: “Ora dobbiamo guardare al futuro anche se la sconfitta definitiva del virus è lontana, arriverà solo col vaccino. Dunque dovremo organizzare la nostra vita convivendo con il Covid-19, anche se probabilmente il caldo renderà il virus meno aggressivo. Il 4 maggio finiranno i provvedimenti in vigore e si potrà iniziare con una ripresa graduale, di sicuro non come se nulla fosse successo. Dovremo scaglionare il lavoro su 7 giorni e non su 5, con orari di inizio differenziati per evitare folle sui mezzi pubblici, le proposte sono tante e la valuteremo domani al Tavolo per lo sviluppo e io credo si debba andare veloci, dobbiamo far ripartire la vita nel rispetto della tutela sanitaria dei cittadini”. Riferimento, questo, alla famose “quattro D”.

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Su alcune misure economiche specifiche già assunte, oltre a quelle già note (anticipo Cig, credito agevolato per le imprese fino a 1 miliardo), Fontana ha aggiunto che “al personale sanitario, oltre al riconoscimento degli straordinari e delle indennità di rischio a cui hanno diritto, noi metteremo un importo come gratifica una tantum: metteremo a disposizione 80 milioni per una gratificazione completa per il loro comportamento”.

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