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Como, il maxi progetto con fondi Pnrr per il rugby: “Due lotti nemmeno approvati, il Comune si adegui all’Anac”

Dopo la tegola pesantissima dell’Anac e dopo il recente reportage che ha testimoniato le condizioni tutt’altro che entusiasmante del centro sportivo, torna alla ribalta il progetto per la cittadella del rugby e dello sport in via Longoni a Como.

Tutto nasce, come noto, dalla stroncatura con cui, nel novembre scorso, l’Autorità Nazionale Anticorruzione bocciò l’affidamento del progetto, ritenendolo illegittimo. Da allora, di fatto, la prima tranche dei lavori finanziati con fondi Pnrr era stata portata a termine ma almeno fino all’aprile scorso il completamento dell’intera operazione era lontanissimo. Qui si inserisce la mozione annunciata oggi dal consigliere di opposizione in consiglio comunale, Vittorio Nessi (Svolta Civica).

Nessi, nel documento, premette che “il Consiglio dell’Autorità Anac, nella seduta del 26 novembre 2025, ha deliberato la trasmissione al Comune di Como della nota in forma semplificata relativa alla concessione concernente la progettazione, riqualificazione, manutenzione e gestione del centro Rugby di via Longoni”.

“In detta nota – prosegue la mozione – veniva confermata la criticità della procedura sotto l’aspetto della legittimità dell’affidamento atteso che ‘la società non qualificandosi né come società utilizzatrice dell’impianto né come società senza scopo di lucro non avrebbe potuto essere destinataria’ mancando la qualificazione soggettiva richiesta sia dall’art. 4, comma 12, sia dall’art. 5 del decreto 38/2021″.

Peraltro, la concessione si divide in 3 lotti e – sottolinea il consigliere – mentre “i lavori relativi al Lotto 1 sono stati eseguiti e completati”, “alla data del 13 marzo 2026 i progetti esecutivi relativi al Lotti 2A e 2B non erano ancora stati approvati, né i lavori avviati” e “non risulta che, allo stato attuale, siano state prese decisioni finalizzate ad attestare la volontà di conformarsi ai rilievi espressi da Anac”.

Da tutte queste premesse, Svolta Civica intende impegnare sindaco e giunta “ad assumere un chiaro indirizzo politico di discontinuità rispetto alle criticità evidenziate da ANAC, attivando ogni opportuna iniziativa istituzionale per il ripristino della piena legittimità dell’azione amministrativa, valutando gli effetti delle procedure contestate sull’interesse pubblico e sulle risorse dell’ente, e riferendo puntualmente al Consiglio comunale sugli sviluppi e sulle eventuali responsabilità da accertare nelle sedi competenti”.

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